Ospitata a Verona, la sua richiesta di asilo viene accettata in quanto madre

È una ragazza di 21 anni sbarcata in Italia nel 2015. La sua richiesta era stata inizialmente respinta, ma nel 2016 diventa mamma e, per tutelare la figlia, le viene riconosciuta la protezione internazionale

(Foto di repertorio)

I figli hanno diritto di crescere e di essere educati all'interno del nucleo familiare. Per questo, se una richiedente asilo è madre, dovrebbe vedersi riconosciuta la protezione umanitaria. Se venisse espulsa, infatti, i figli sarebbero costretti a crescere senza un genitore e quindi in una condizione più svantaggiata.

È questo il principio alla base di una sentenza depositata la settimana scorsa dal tribunale civile di Venezia e riportata da Andrea Priante nel Corriere del Veneto. Grazie a questa sentenza, una migrante africana ospitata a Verona, si è vista accogliere la richiesta di protezione internazionale. La profuga è una ragazza di 21 anni proveniente dalla Nigeria e, attraverso la Libia, è sbarcata in Italia nel 2015. In Italia ha fatto richiesta di asilo; richiesta che è stata respinta. La giovane dunque non avrebbe avuto i requisiti per rimanere in Italia, se non che nel 2016 ha partorito una figlia avuta con il marito, il quale era sbarcato insieme a lei. La nuova nata ha modificato il parere dei giudici di Venezia, i quali hanno accolto la richiesta di protezione umanitaria della 21enne proprio per tutelare la figlia. L'avvocato che ha rappresentato in tribunale la richiedente asilo ha infatti spiegato al Corriere che la sentenza riconosce il diritto alla salute della figlia. Questo indirizzo potrebbe però non essere seguito da tutti i tribunali italiani, secondo il legale. Si potrebbe infatti riconoscere la richiesta d'asilo solo ai genitori di bambini molto piccoli.

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