Veneto. Dal Governo arrivano 41 milioni di euro destinati alla lotta allo smog

Ad annunciarli è stato il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Sul provvedimento poi c'è stato anche il botta e risposta tra l'assessore veneto Bottacin ed i pentastellati

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Ci è voluta la decisa sollecitazione delle quattro Regioni del Bacino Padano per far sbloccare i 180 milioni del Governo per finanziare la lotta allo smog. Ben vengano questi fondi, ma il Governo tenga alta l'attenzione sul Green Deal, affinché le nostre Regioni, che sono in condizioni strutturali di maggiore difficoltà, abbiano un fondo ad hoc che favorisca gli interventi necessari per migliorare la qualità dell'aria.

Così l’assessore regionale all’ambiente del Veneto, Gianpaolo Bottacin, ha commentato l’annuncio del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, circa lo stanziamento di 180 milioni di euro, 41 dei quali destinati al Veneto, per la lotta al smog nel territorio delle Regioni del Bacino Padano.

Il ministro, che ha annunciato fondi destinati al trasporto, - ha continuato l’assessore - non dimentichi soprattutto che, oltre ai trasporti, esistono altri settori come, ad esempio, agricoltura e riscaldamento domestico. La prima fonte di Pm10, infatti, non è il trasporto, bensì il riscaldamento domestico ed in particolare quello a biomassa legnosa. Pertanto, chiediamo al Governo che siano assunte rapidamente norme nazionali. Come, ad esempio, quelle sugli incentivi agli impianti a biomassa legnosa più inquinanti e non certificati.

Il ministro garantisca gli incentivi per l’acquisto di sistemi di riscaldamento più moderni e meno inquinanti – ha precisato – oggi il conto termico dello Stato garantisce già il 65% di contributo a fondo perduto, al quale si potrà aggiungere pure quello della Regione. Vorremmo concordare, quindi, con il Governo un aggiornamento del nostro piano con incentivi che possano valere complessivamente l’80/90% del costo di questi impianti, al fine di favorire la sostituzione di quelli più inquinanti.

Le nostre non sono polemiche sterili, ma precise richieste di impegno su un problema che è nazionale e non può essere sottovalutato - ha concluso l'assessore -. Un problema che va affrontato seriamente e non superficialmente, considerando solo il settore dei trasporti che incide in maniera secondaria rispetto ad altri ambiti. 

Non si è fatta aspettare la replica alle dichiarazioni di Bottacin, in una nota congiunta firmata dal capogruppo in Commissione Ambiente del Movimento 5 Stelle Paola Deiana insieme ai parlamentari veneti Raphael Raduzzi e Alvise Maniero e i consiglieri regionali pentastellati veneti Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco e Simone Scarabel.

Se l’assessore all’ambiente del Veneto Bottacin fosse presente alle riunioni tra le regioni del Bacino Padano e facesse meno propaganda basata su false notizie, eviterebbe clamorosi autogol. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in data 27 dicembre 2019 ha firmato e notificato alle regioni del Bacino Padano, il decreto che istituisce un programma di finanziamento per interventi volti a promuovere il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico locale, e conseguentemente la qualità dell’aria nel territorio delle regioni interessate. Al programma è destinata una somma complessiva di 180 milioni di euro, suddivisi per annualità fino al 2022. Di questi 41 milioni sono per il Veneto!

Informiamo Bottacin che si tratta di risorse immediatamente disponibili per far fronte all’emergenza smog che attanaglia in particolare il territorio del Bacino Padano in particolare il Veneto dove la qualità dell’aria è peggiorata da qui a cinque anni – hanno continuato gli esponenti pentastellati –. Ora tocca alle Regioni presentare, per poter finalmente procedere all’erogazione dei fondi e all’attuazione di azioni efficaci per il miglioramento della qualità dell’aria in particolare nei grandi centri urbani.

Le risorse sono state assegnate alle Regioni del Bacino Padano sulla base di una ripartizione che considera la popolazione residente e la ricorrenza dei superamenti dei valori limite del biossido di azoto e PM10 – hanno concluso - ricordiamo al distratto Bottacin i 41 milioni per il Veneto. Ora entro 120 giorni dalla registrazione del decreto, le regioni del Bacino Padano dovranno presentare al Ministero dell’Ambiente con gli interventi da realizzare, che verranno poi sottoposti entro 45 giorni ad approvazione per la successiva ripartizione dei fondi. Quindi meno polemiche e più fatti dalla Regione Veneto.

Jacopo Berti e Manuel Brusco hanno aggiunto:

In questi 5 anni la politica di Zaia ha portato il Veneto ad essere la regione più inquinata d'Italia. Stiamo letteralmente soffocando, a Padova da 10 giorni si supera la soglia di allarme dei PM 10, a Treviso le scuole non fanno uscire in giardino i bambini per evitare che si avvelenino con l'aria inquinata.
Questo disastro ha una sola causa: l'assenza totale di una seria politica ambientale da parte della Regione, ormai specializzata nel voltarsi dall'altra parte quando qualcuno avvelena il territorio e l'ambiente. Per la maggioranza che governa il Veneto l'importante è consentire di fare affari, a tutti i costi. Pazienza se nei prossimi anni si dovrà fare i conti con la salute dei veneti, anzi anche su questo la politica è quella delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo, visto che non si vogliono fare gli studi epidemiologici, come noi del Movimento 5 Stelle continuiamo a chiedere. Ma oltre al danno c'è anche la beffa: il solito Assessore Bottacin non riesce a far altro che incolpare lo Stato di non aprire abbastanza i cordoni della borsa e dimentica che, è vero che c'è un piano aria votato in Consiglio regionale, ma che da 3 anni è in attesa dei decreti attuativi da parte della Giunta. Insomma si fa di tutto per inquinare e poi si va a batter cassa al Governo.
Caro Zaia, è questa la tua autonomia?
L'autonomia di avvelenare aria e territorio andando poi a piagnucolare a Roma
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