Filobus, il comitato contrario scrive al sindaco: «Perderai consensi»

In una lettera aperta i No Filobus scrivono che l'opera «potrebbe costituire il colpo di grazia al gradimento dell'attuale amministrazione tra i veronesi»

(Foto di repertorio)

Un dialogo corretto, preciso e tempestivo con i cittadini ed assemblee pubbliche nei quartieri per togliere ogni dubbio ai cittadini sul filobus. Così ripartirà l'amministrazione comunale di Verona dopo la pausa estiva, come spiegato dal sindaco Federico Sboarina. Promesse che non suonano bene per il comitato spontaneo No Filobus, i cui membri hanno scritto una lettera aperta proprio al primo cittadino.
Nella lettera, si accenna alle parole di Sboarina e alla sua volontàdi dare una svolta al dialogo coi cittadini sul filobus con assemblee pubbliche informative. «Come se non ci fossero già state e con esiti del tutto insoddisfacenti - fa sapere il comitato No Filobus - In quelle tenute finora, i dirigenti Amt non sono riusciti né a rassicurare la popolazione, né a spiegare il reale vantaggio che la collettività trarrebbe dal filobus. Tutti hanno capito invece benissimo che la mobilità e la libertà di movimento di ciascuno verrà ulteriormente penalizzata e le molte migliaia di firme raccolte finora dovrebbero suonare come un campanello d'allarme per un'amministrazione che, già non molto amata prima, rischia ora col filobus di andare definitivamente a schiantarsi».

Lei difende ancora un'opera che potrebbe costituire il colpo di grazia al gradimento dell'attuale amministrazione tra i veronesi - si legge ancora nella lettera a Sboarina del comitato No Filobus - La Lega per prima dovrebbe farsi un serio esame di coscienza al riguardo, dal momento che proprio una consistente messe del suo elettorato sono stati i primi a scendere sul piede di guerra, mentre le opposizioni soffiano sul fuoco.
Stupisce che il suo unico argomento a difesa del filobus sia stato quello delle penali da pagare in caso d'inesecuzione dell'opera, additando come irresponsabili, non gli amministratori che ne hanno voluta la realizzazione a tutti i costi, in barba alla cittadinanza, ma coloro che si oppongono a questo spreco. Lei sa benissimo, non solo che le penali scatterebbero solo al momento dell'esecuzione effettiva dell'opera, ma che esse sono sempre trattabili in via stragiudiziaria.

E legato alla realizzazione del filobus c'è il tema dell'abbattimento degli alberi, che ha fatto scattare una protesta cittadina per il salvataggio di alcune piante di via Frà Giocondo. Non tutti gli alberi che dovevano essere tagliati sono stati salvati, ma alcuni sì. Almeno tre pini marittimi e due cedri del Libano non saranno abbattuti. «Una magra vittoria, può pensare qualcuno, ma non è così - ha commentato Chiara Tosi, coordinatrice regionale della Lipu del Veneto, una delle associazione che ha partecipato alla protesta - Ogni albero salvato è una vittoria per ognuno di noi, essendo un essere vivente e senziente, che prova dolore ma anche emozioni. Mangia, parla, dorme, ed è dotato di intelligenza e memoria, stringe amicizie e alleanze. Nell'evoluzione della vita sulla Terra è comparso molto prima degli animali ed è dotato, a differenza dell'uomo, di una quasi immortalità. Salvo che l'uomo con evidente irresponsabilità e forse con una leggera punta di invidia non ne decreti in anticipo la morte».

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