Ambiente, Zevio e Legnago coinvolte in un progetto di pulizia del fiume Po

In due centri nel veronese saranno inviati i rifiuti raccolti attraverso un progetto pilota sul fiume più lungo d'Italia, con l'obiettivo di avere anche un mare Adriatico più pulito

Comincia dal fiume Po un'operazione di contrasto ai rifiuti in mare. Il più lungo corso d'acqua italiano contribuisce infatti a far dell'Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti.

Il progetto pilota si chiama "Il Po d'AMare", è predisposto da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia ed è realizzato grazie al coordinamento istituzionale dell'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con il patrocinio del Comune di Ferrara e dell'Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po). Prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo. Una metodologia che in futuro potrebbe essere estesa a tutti i principali fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi.

Il progetto può contribuire così a rafforzare e implementare le misure del piano di azione nazionale per la prevenzione e la mitigazione dei rifiuti marini ed anticipare le nuove direttive che prevedono impegni precisi anche per la riduzione dei rifiuti marini. I rifiuti marini infatti provengono per circa l'80% dalla terraferma e raggiungono il mare prevalentemente attraverso i corsi d'acqua e gli scarichi urbani, mentre per il 20% derivano da attività di pesca e navigazione.

La raccolta dei rifiuti galleggianti prevista dal progetto pilota prevede l'installazione di un dispositivo di raccolta composto da barriere in polietilene che intercettano, selezionano, intrappolano e infine raccolgono la plastica galleggiante ed altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema di barriere non interferisce con la flora e la fauna del fiume, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d'acqua. Da piccole barche sono poi raccolti i rifiuti, in prevalenza plastica, materiali legnosi e canne e li portano a riva dove vengono raccolti in cassoni che saranno trasportati all'impianto Transeco di Zevio, dove avverrà una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile. Il rifiuto plastico verrà poi inviato al centro di selezione, situato in località Torretta a Legnago, un centro di selezione capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in plastica delle diverse frazioni polimeriche per l'avvio al riciclo o al recupero energetico.

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La barriera anti rifiuti è stata realizzata nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro, nel ferrarese, a 40 chilometri dalla foce. I progetto pilota avrà una durata di circa due mesi.

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