"Ci sarà una volta" Ikea a Verona, il piano b che non decolla si farà? Segala: "Mai detto ok"

Resta in bilico il progetto dello sbarco a Verona da parte del colosso svedese che per convincere l'amministrazione ha presentato un "piano b", accolto con pacato ottimismo

La possibilità che Ikea sbarchi a Verona non è ancora data per morta. Si era parlato di «pietra tombale» sul progetto qualche settimana fa, ma la nuova proposta avanzata dal colosso svedese potrebbe aver ribaltato la situazione. Potrebbe, condizionale d'obbligo, perché di certo al momento vi è solo il consueto can-can politico che in città regna sovrano quando si tratta di avanzare, in un senso come nell'altro, verso la realizzazione di un progetto di grande impatto urbano. C'era una volta il traforo delle Torricelle, c'era una volta il filobus (forse ci sarà ancora), c'era una volta il cimitero verticale, c'era una volta la ruota panoramica, c'era una volta la copertura dell'Arena, c'era una volta il rinnovamento della casa di Giulietta, ci sarà una volta il Central Park e, tra il c'era una volta e il ci sarà una volta, eccoci dunque a Ikea. 

Di Ikea a Verona si parla almeno dal 2012, e giusto per dare un dato, il Partito democratico che oggi auspica il dialogo col colosso svedese, all'epoca era di avviso ben diverso. Certo al tempo Bertucco faceva sentire la sua voce dall'interno del partito in quanto capogruppo, oggi prosegue avanzando perplessità dall'esterno del Pd quale libero battitore, ma resta il (pur sempre rispettabile) cambio di linea dei democratici.

Altra inversione dei ruoli quella recentissima che sembrerebbe aver suscitato il "piano b" presentato da Ikea all'amministrazione Sboarina, e che riguarderebbe invece l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale da sostenitore e promotore del progetto nei suoi anni passati di amministratore, rischierebbe oggi di ritrovarsi tra le file degli oppositori. Così parrebbe almeno dal contenuto del suo attacco rivolto all'attuale sindaco: «Sboarina, - ha dichiarato Tosi - a causa del suo "no" a Ikea, ha messo la multinazionale svedese nelle condizioni di presentare una proposta alternativa, che però è peggiorativa e rischia di rivelarsi un pasticcio se contestualizzata alla visione urbana complessiva della città e di Verona sud dell'attuale Sindaco».

Cosa prevederebbe il nuovo progetto, ancora tutto da vagliare ed analizzare? Il punto vendita di Ikea verrebbe ad essere affiancato dal classico centro commerciale, obbligatorio per gli standard del gruppo, che dovrebbe però ridursi a meno della metà degli 80mila metri quadri previsti inizialmente. Oltre a ciò, Ikea avrebbe messo sul piatto la possibilità di finanziare quale "opera d'interesse pubblico" un palazzetto dello sport da circa 10 mila posti, un'«arena coperta» come è stata definita e che però non c'entra nulla col progetto di "copertura dell'Arena" ricordato sopra (il rischio di fare confusione è emerso sui social in queste ore). Il nuovo progetto piace all'amministrazione Sboarina? Difficile dirlo, quel che è certo è che anche la soluzione del nuovo palasport pare essere indigesta a Tosi: «Un'arena coperta da diecimila posti - ha specificato l'ex sindaco - è un generatore di traffico ben più potente di un centro commerciale e il nuovo progetto non prevede la compensazione della variante alla Statale 12. Con questo perverso combinato stavolta si rischia sul serio l'intasamento di Verona sud».

Come accennato, l'attuale giunta ha legittimamente preso tempo prima di esprimersi, anche se in merito stanno circolando in queste ore supposti pareri favorevoli al nuovo "piano b" presentato da Ikea. Nuova inversione di ruoli in vista? Forse, ma che dalla «pietra tombale» si passi repentinamente alla prima pietra della costruzione di Ikea a Verona è in realtà una cosa alla quale è molto difficile credere. In una recente intervista rilasciata al Corriere del Veneto, l'assessore all'Urbanistica Ilaria Segala ha parlato di «novità positiva in tutti i sensi», circa la nuova proposta, salvo poi rettificare su Facebook il titolo dell'articolo che riportava «Il progetto è ok, ora Ikea si farà» quale suo virgolettato. L'assessore ha infatti precisato: «Non concordo con la sintesi del titolo, non ho certo detto "il progetto è ok". Questa proposta è allo studio in particolare degli uffici urbanistici circa la compatibilità normativa, - ha in seguito aggiunto l'Ass. Segala - sono molti poi gli aspetti che meritano un approfondimento, non si può certo pensare di analizzare un intervento di questa portata in pochi giorni». Infine l'assessore ha poi risposto più o meno direttamente alle critiche di Tosi, specificando come «Ikea e statale 12 continuano a non c'entrare niente l’uno con l’altro. La Statale 12  è un'opera a carico di Anas».

Ma quindi, Ikea a Verona si farà, sì o no? La risposta a nostro avviso non c'è ancora, anzi, ma quel che riteniamo quasi certo è che potrebbe farsi. I casi sono due: o in un qualche modo Verona rappresenta un'eccezione urbanistica clamorosa e rende impossibile un simile insediamento, oppure il semplice fatto che in città come le limitrofe Brescia e Padova (la prossima potrebbe essere Mantova) già sia presente il colosso svedese, dimostrano l'attuabilità potenziale del progetto. Al 31 maggio 2018 Brescia contava 196.894 abitanti su una superficie di 90,34 chilometri quadrati, mentre Padova ne contava 210.586 su una superficie di 93,03 chilometri quadrati. Verona al 31 dicembre 2017 contava 257.275 abitanti su una superficie di 198,92 chilometri quadrati. È mai possibile credere che il capoluogo scaligero sia fisiologicamente impossibilitato ad assorbire l'afflusso di traffico che genererebbe l'insediamento Ikea? Davvero nessuna soluzione viabilistica alternativa è possibile? Dal 2009 Ikea è presente nel Comune di Villesse nella provincia di Gorizia in Friuli Venezia Giulia, lasciamo al lettore il divertimento di scoprire superficie e numero di abitanti del paese friulano. 

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