Giornata del medico, l'Ordine di Verona lancia l'allarme: «Mancano i medici specialisti»

Il presidente dell'OMCeO di Verona, Carlo Rugiu: «In Veneto ci sono 460 medici laureati che non entrano nelle Scuole di specialità e per il 2026 andranno in pensione 2.500 camici bianchi. Manca la staffetta generazionale. La nostra è una delle regioni che ne soffrirà di più»

Medici in ospedale

«Entro il 2026 in Veneto si ritireranno dal lavoro 2.500 medici specialisti e di medicina generale. La nostra è una delle regioni italiane che più soffrirà la carenza di camici bianchi per effetto dei pensionamenti». Lo ha sottolineato Carlo Rugiu, presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona, aprendo la Giornata del Medico 2019 che si è svolta sabato 9 novembre nell'auditorium della Gran Guardia. «I numeri del ricambio generazionale sono inadeguati, - ha commentato il presidente Rugiu - La discrepanza fra la programmazione e il fabbisogno ha prodotto un imbuto formativo che sta bloccando l'accesso alle Scuole di specialità a oltre 460 medici laureati».

La Giornata è stata l'occasione per riflettere sulla figura del medico oggi e alla luce di quanto sta emergendo negli ultimi tempi, fra cui le implicazioni di programmazione dovute alla decisione della Regione di assumere giovani medici senza la specializzazione e la necessaria riorganizzazione della sanità veneta e veronese di fronte all'invecchiamento della popolazione. «Temi sui quali si percepisce l'urgenza di una riflessione», ha commentato Rugiu nella sua relazione annuale, introdotto dai saluti del sindaco Federico Sboarina, il presidente della Scuola di Medicina di Verona, Domenico De Leo, la direttrice sanitaria della Aulss 9 Scaligera, Denise Signorelli, Luca Coletto, già sottosegretario alla Salute e il presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Medici, Francesco Noce.

«Il 20 per cento della popolazione del Veneto ha più di 65 anni e il dieci per cento più di 75», ha evidenziato il presidente dell'OMCeO di Verona. «Il 62 per cento degli assistiti over 65 ha un'esenzione per patologia cronica, percentuale che arriva al 70 nel caso degli over 75». Tale situazione «richiede una riorganizzazione delle cure e una stretta integrazione fra ospedale e territorio, impossibile da realizzare se non si risolvono i problemi di programmazione dei flussi di entrata e la programmazione sbagliata dei contratti di specializzazione». Per questo, ha ribadito, «è indispensabile che la Regione collabori attivamente con gli Ordini dei Medici e le università di Verona e Padova. Le nostre proposte: aumentare il numero dei medici di medicina generale in formazione, assumere gli specializzandi al penultimo e ultimo anno ed estendere la rete formativa anche agli ospedali spoke. L'attività degli ultimi mesi ha dimostrato che si può collaborare nell'interesse della formazione dei giovani colleghi, a salvaguardia della professione e del sistema sanitario».

Mezzo secolo di laurea per 19 medici e un premio alla carriera al professor Giuseppe Maschio

Sono 19 i camici bianchi che hanno raggiunto quest'anno l'ambito traguardo dei 50 anni dal conseguimento della laurea. A ognuno di loro è stata consegnata la medaglia dell'Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona come riconoscimento per essersi impegnati nella professione. Si tratta di Roberto Aldegheri, Adriana Ba, Maria Antonietta Bassetto, Renato Bricolo, Gianantonio Cazzola, Cesere Augusto Chiamenti, Roberto Crivellaro, Giovantonio Farello, Roberta Lorenzin, Antonino Minerva, Flavio Nosè, Franco Pajno Ferrara, Paolo Pederzoli, Stefano Perini, Giovanni Pizzolo, Guido Raschellà, Gino Rigotti, Ermanno Soldinger, Sergio Turazzi.

Quest'anno per la prima volta L'Ordine ha assegnato anche un riconoscimento speciale, una sorta di premio alla carriera a un decano della medicina che si è particolarmente distinto nel corso dell'attività professionale. Si tratta del professor Giuseppe Maschio, nefrologo che proprio il 9 novembre di sessant'anni fa ha conseguito la laurea in Medicina. Arrivato da Padova nel 1971 come professore incaricato di Nefrologia nei corsi paralleli della neonata università di Verona, nel 1974 Maschio venne incaricato di dirigere una nuova divisione ospedaliera di Nefrologia mantenendo il suo ruolo universitario, primo esempio in Italia di affidamento a un docente universitario di un reparto ospedaliero. Nel 1980 Maschio vinse il concorso a professore ordinario, stabilendo a Verona la prima cattedra di Nefrologia del Veneto e attivando, poi, una delle prime scuole di specializzazione al di fuori dei policlinici universitari.

Oltre 160 giovani medici e odontoiatri veronesi prestano il Giuramento di Ippocrate

«Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamenti». Inizia così la formula moderna del più antico giuramento che il medico greco Ippocrate scrisse nel 430 avanti Cristo come prima summa deontologica di chi si appresta a indossare il camice bianco.

A leggerlo in rappresentanza di tutti i giovani colleghi sono state due dottoresse: Camilla Stefani per i medici e Marta Magi per gli odontoiatri. Quest'anno i neo iscritti all'OMCeO sono 164, di cui 147 medici (83 donne e 64 uomini) e 17 odontoiatri (7 donne e 10 uomini).

Le novità: l'Ordine dei Medici arriva su Facebook

Durante la Giornata del Medico 2019 è stata lanciata la pagina Facebook ufficiale dell'OMCeO di Verona, che dalla settimana prossima sarà presente sul popolare social network per comunicare in modo diretto coi cittadini attraverso la rete. Un'altra novità annunciata riguarda gli iscritti all'Ordine, per i quali sarà possibile accedere a costo zero ad «Up to Date», una banca dati per ottenere in tempo reale informazioni scientifiche con riferimenti bibliografici e abstracts che aiutino i medici a orientarsi negli accertamenti da proporre. L'OMCeO di Verona è il secondo in Italia a offrire ai propri iscritti l'abbonamento gratuito a questa piattaforma.

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