Condannato a Verona per diffamazione l'organizzatore del Family Day

Massimo Gandolfini aveva sostenuto che tra le 58 identità di genere approvate da Arcigay per meglio connotare i profili Facebook ci fosse anche la pedofilia

(Foto di repertorio)

Ieri, 10 giugno, Il Tribunale di Verona ha condannato il portavoce del comitato «Difendiamo i nostri figli» e organizzatore del Family Day Massimo Gandolfini per aver diffamato Arcigay.
La pena di quattro mesi di reclusione è stata convertita in una sanzione pecuniaria di 30mila euro e ad una provvisionale di 10mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno.

I fatti risalgono al 2015, quando Gandolfini sostenne che tra le 58 identità di genere approvate da Arcigay per meglio connotare i profili Facebook ci fosse anche la pedofilia. Tesi che l'imputato giustificava mostrando l'occhiello di un articolo di giornale, ma travisando completamente il contenuto dell'articolo stesso.

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Questa condanna ci dice molto sulla modalità che i patron del Family Day usano per affermare le proprie idee, cioè la diffamazione - ha dichiarato il segretario generale di Arcigay Gabrile Piazzoni, commentando la sentenza - Con molta soddisfazione diciamo nuovamente che giustizia è fatta e che continueremo a difendere in ogni sede la dignità e l'onorabilità delle persone lgbti.

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