Fusione Agsm-Aim, PD: «Benefici anche per i cittadini o solo per i politici?»

E il consigliere Bertucco chiede clausole di salvaguardia occupazionale in favore dei lavoratori «affinché i costi della cattiva gestione politica non finiscano sul conto dei più deboli ed esposti»

Incontro tra i vertici di Agsm e Aim e le amministrazioni di Verona e Vicenza

Una lettera d'intenti approvata dalle giunte di Verona e di Vicenza per esprimere la volontà dei due comuni di procedere con la fusione delle due società partecipate, Agsm e Aim. Con il via libera a questi due documenti, le due amministrazioni si prendono un impegno chiaro in favore dell'aggregazione delle due aziende, un processo che ormai sarà inevitabile, ma su cui l'opposizione veronese vuole vederci chiaro. «In commissione a febbraio sarà illustrato il piano industriale di Agsm e da lì contiamo di capire chi saranno i veri beneficiari della fusione, se i cittadini o il ceto politico», scrivono i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani e il segretario cittadino del PD Luigi Ugoli.

Vogliamo sapere se c'è la volontà da parte di Agsm di ridurre veramente gli sprechi, chiudendo una volta per tutte le società che sono in contrasto con la legge Madia e smettendo di dare soldi a destra e a manca - proseguono i democratici - Agsm deve cominciare ad agire come un vero gruppo industriale e non come un regno di rendita economica suddiviso in feudi politici, diventando competitivo sul mercato delle tariffe con i fatti e non solo con le chiacchiere.

Dei lavoratori di Agsm e delle aziende da essa controllate si preoccupa invece il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco sottolineando che: «Amia è in grandissima difficoltà per il secondo anno consecutivo, il buco di bilancio 2018 atteso dovrebbe ammontare a circa 2 milioni di euro. La gara a doppio oggetto che dovrebbe risollevare le sorti azienda viene continuamente invocata ma mai agita. E resta aperta la questione delle società albanesi del gruppo, incompatibili con la legge Madia. Mi chiedo quale sarà il prezzo di tutte queste inefficienze portate in dote ai vicentini».
Bertucco chiederà di inserire all'interno dell'accordo di aggregazione Agsm-Aim delle clausole di salvaguardia occupazionale in favore dei lavoratori «affinché i costi della cattiva gestione politica non finiscano sul conto dei più deboli ed esposti», specifica il consigliere comunale, che critica anche la spending review attuata dal presidente di Agsm Michele Croce. «Croce ha poco di cui vantarsi sul contenimento delle spese, viste tutte le società che sta mantenendo aperte contro il parere del Ministero delle Finanze. Su sponsorizzazioni e liberalità il conto non è poi così inferiore alle spese registrate del biennio 2016-2017 tolte alcune manie di grandezza dei precedenti presidenti. Per il resto, si continua con la filosofia dei finanziamenti a pioggia».

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