Convegno in Ateneo rinviato, FN respinge le critiche: "Da parte nostra nessuna minaccia"

Pietro Amedeo (FN): "Se c'è qualcuno che è solito praticare il linguaggio dell'intolleranza, facendolo spesso seguire da azioni violente e di gravi disordini, va ricercato proprio negli ambienti vicini e che oggi sostengono iniziative come quella oggetto del bailamme a Verona"

Il Segretario Provinciale a Verona di Forza Nuova Pietro Amedeo

Il Segretario Provinciale a Verona di Forza Nuova Pietro Amedeo è voluto tornare sulle recenti polemiche suscitate dal caso del convegno universitario sospeso e rinviato a data da destinarsi, inizialmente previsto per il giorno venerdì 25 maggio, dal titolo "Richiedenti asilo orientamento sessuale e identità di genere".

In particolare, all'interno di una nota che si avvale del diritto di "replica" e che pubblchiamo di seguito nella sua interezza, il Segretario Provinciale a Verona di Forza Nuova Pietro Amedeo ha ritenuto opportuno specificare che il partito politico Forza Nuova respinge ogni accostamento, «nei fatti come nelle intenzioni», ad «azioni violente o di prevaricazione» in riferimento alla pur sempre riconfermata «determinazione a tentare di impedire lo svolgimento dell'iniziativa di Politesse sui migranti lgbt».

In una precedente nota stampa di Forza Nuova, datata 18 maggio 2018, si leggeva che «il convegno infatti è stato annullato proprio a seguito della pressione esercitata dalla sezione veronese di Forza Nuova che aveva promesso azioni di rilievo per impedire l’evento», mentre lo stesso Pietro Amedeo aveva in quel medesimo contesto già difeso il suo partito da chi lo accusasse di metodi violenti e minacciosi citando il Vangelo di Matteo: «A chi ci accusa di metodi violenti o minacciosi, - scriveva Pietro Amedeo -  rispondiamo con una frase evangelica: "Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra: sono venuto a portare non pace, ma spada!" (Matteo 10,34 - Per una contestualizzazione del passo cfr. il blog del Cardinale e bliblista Gianfranco Ravasi su Famiglia Cristiana, ndr). Per noi infatti il confronto - in qualsiasi ambito, civile e accademico - ha diritto di esistere, ma tenendo conto della nostra storia e della tradizione».

Di seguito il testo completo della nuova nota, datata 20 maggio 2018, a firma del Segretario Provinciale a Verona di Forza Nuova Pietro Amedeo:

«Ma quali "minacce esplicite, clima di intimidazione e paura" prodotti dall'estrema destra! Non ci sta Pietro Amedeo, segretario provinciale del partito Forza Nuova, cui gli organizzatori dell'iniziativa annullata e poi riprogrammata (a data da destinarsi) hanno attribuito la responsabilità di aver indotto il Rettore a "soccombere" - così si legge - alle richieste di gruppi politici estremisti. Se c'è qualcuno - incalza Amedeo - che è solito praticare il linguaggio dell'intolleranza, facendolo spesso seguire da azioni violente e di gravi disordini, beh, questo qualcuno va ricercato e sicuramente scovato proprio negli ambienti vicini e che oggi sostengono iniziative come quella oggetto del bailamme degli ultimi giorni a Verona.

E questa è solo una doverosa premessa, a buona memoria di chi, politici o giornalisti, in queste ore stanno spargendo veleni e accuse in modo scomposto ed inesatto. Venendo alla questione, pur comprendendo che è molto più comodo e funzionale a certa vulgata mediatica fare il contrario, sarebbe opportuno interrogarsi sui fatti, magari interpellando direttamente i diretti interessati. Ed invece - prosegue Amedeo - mi vedo costretto ad intraprendere un'iniziativa di chiarimento unilaterale.

Dicevamo, i fatti. Forza Nuova è un partito politico, legalmente costituito, presente su tutto il territorio nazionale e facente parte di una formazione di scala internazionale - APF, che proprio ieri ha tenuto il suo congresso annuale a Milano - è nato nel 1997 e da allora in modo coerente e privo di discontinuità, persegue l'obiettivo di essere l'avanguardia della Ricostruzione Nazionale, fondata sulla fedeltà all'ordine naturale e alle  radici, indispensabili a garantirne il futuro,  dell’identità italiana ed europea in ogni suo aspetto, nel solco della migliore tradizione nazionale che è Cristiana e Romana.

Ciò premesso è normale, anzi direi doveroso, per ciascun militante di Forza Nuova, mettere in atto - nei limiti della legalità - qualsiasi azione per perseguire gli obiettivi di cui sopra. In un mondo decadente, pervaso da corruzione, falsità e arrivismo, comprendo come risulti strano che oggi, 2018, vi sia ancora qualcuno che creda e combatta per valori irrinunciabili, anche a costo della sua stessa vita (sociale, di relazioni, lavorativa...), poiché - checché ne pensino i nostri avversari e detrattori - oggi manifestare apertamente taluni valori e combattere per essi, comporta un prezzo talvolta molto alto, e ciò a causa del profondo disprezzo che viene riservato a chi non intende allinearsi ad un pensiero unico.

L'evento in questione programmato la scorsa settimana presso l'università di Verona per noi era e rimane una provocazione in termini politici (Verona - e l'Italia intera - ha ormai capito da tempo come i così detti fenomeni migratori, i "profughi", i "richiedenti asilo", siano in realtà abili ma smascherate operazioni rientranti in quello che è stato definito - non solo da noi - un "business dell'immigrazione"). Nella già bassa percentuale di persone straniere cui viene riconosciuto lo status di "rifugiato", la percentuale di costoro che dovessero proclamarsi perseguitati a motivo del loro orientamento sessuale è microscopica. E pertanto non è credibile che un'istituzione come quella universitaria debba occuparsi con le modalità e gli investimenti di cui abbiamo preso nota di un fenomeno come questo.

È più verosimile, e corrispondente al vero, piuttosto, che tale evento rientri in una più ampia programmazione di attività (che stiamo da tempo monitorando e analizzando, anche con l'ausilio di studenti e docenti in dissenso, ma timorosi di esporsi per paura di ritorsioni) volte ad imporre con straordinaria caparbietà iniziative che interessano una esigua minoranza, spesso all'insaputa di altri organi d'ateneo preposti, e tutti a comune denominatore: la tesi autocommiserante di una presunta discriminazione di genere, difficilmente dimostrabile come fenomeno sociale, allo scopo di guadagnare spazio in ogni direzione possibile, dalla famiglia (matrimoni) alla cultura, al teatro. In una parola, colonizzazione ideologica. Il nostro nemico - conclude Amedeo - non è quindi la persona, l'omosessuale o il transgender del caso - ma l'azione di colonialismo ideologico che esso (o chi per lui) pone in essere, un vero e proprio attacco ideologico alla famiglia in atto da tempo con un piano ben preciso di poteri forti, di imperi colonizzatori che cercano di far perdere ai popoli la loro identità.

La nostra determinazione a tentare di impedire lo svolgimento dell'iniziativa di Politesse sui migranti lgbt (e non dell'Università, ma sveleremo presto i retroscena dell'associazione che opera all'ombra dell'ateneo) pur espressa con l'affermazione "... lo impediremo... anche con la forza..." - dove ovviamente "forza" non era intesa alla stessa maniera dei vari antagonisti, ovvero con i manganelli e bottiglie incendiarie - deriva proprio dalla necessità di difendere i princìpi per noi irrinunciabili per fede e per tradizione, e che invece questo pensiero intende abbattere.

Diffidiamo chiunque voglia attribuirci - nei fatti come nelle intenzioni - azioni violente o di prevaricazione. Siamo pronti a sfidare chiunque sui temi in questioni in un dibattito realmente aperto. Del resto ci eravamo regolarmente iscritti anche noi a quella giornata».

(Pietro Amedeo, Segretario Provinciale Forza Nuova)

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