Fondazione Arena, sindacati in Regione. Casali: «Dirigenza abbondante»

Il consigliere regionale concorda con la visione dei rappresentanti dei lavoratori: troppe le figure apicali dell'ente lirico. E Michele Bertucco aggiunge: «Parlano di risparmi e aumentano i costi dei dirigenti»

Lavoratori di Fondazione Arena in sciopero (Foto di repertorio)

Il Comune di Verona sembra aver imboccato la strada giusta prevedendo il graduale sgombero degli spazi interni alle ex scuole Segala per poterci trasferire tutti gli uffici di Fondazione Arena. Una serie di traslochi che produrra un risparmio importante per le casse dell'ente lirico. Un passo verso la corretta direzione, a cui però dovrebbero seguirne altri, secondo il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco. «Rimane da affrontare tutto il tema della ripatrimonializzazione dell'ente - scrive Bertucco - È dunque necessario che prima le commissioni e poi il consiglio comunale si riuniscano per individuare i beni da cedere a Fondazione Arena». Eppure il consigliere di Verona e Sinistra in Comune non si risparmia una critica all'amministrazione, dato che il sindaco Federico Sboarina e anche presidente di Fondazione Arena. «Se vogliamo parlare di risparmi, come si giustifica l'aumento dei costi per i dirigenti?», chiede Bertucco, riferendosi ai malumori creati tra i lavoratori dall'assunzione di un nuovo vicedirettore artistico, figura che era stata tagliata durante il commissariamento dell'ente.

Ma i malumori dei lavoratori non si basano solo sull'aumento dei costi per i dirigenti. C'è una sfiducia tra la base e i vertici di Fondazione Arena, con i dipendenti che non credono nel piano di rilancio pensato da chi dirige l'ente. E sono andati a dirlo anche in Regione, dove i sindacati sono stati accolti in audizione dalla terza e dalla sesta commissione.

I sindacati hanno espresso dure critiche sulla gestione dell'ente lirico - ha riferito il consigliere regionale veronese Stefano Casali di Centro Destra Veneto - Siamo più che mai convinti che il rilancio debba in primis passare dalla valorizzazione di chi gli spettacoli li fa, che sono appunto gli artisti e le maestranze. Sarà senz'altro necessario creare "molte alzate di sipario" che generano non solo vantaggi ed opportunità culturali, ma anche punteggi utili per sfruttare i benefici previsti dalla Legge dello Spettacolo. Importantissimo sarà poi valorizzare ed intensificare il rapporto con il Teatro Filarmonico, per offrire a tutti, turisti compresi, offerte culturali tutto l'anno, come avviene al teatro La Fenice. Vorremmo capire se sia possibile ottenere forme di risparmio nella spese della sovrabbondante dirigenza della Fondazione.

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