Central Park, firmato il protocollo d'intesa. «Cambia il volto della città»

Ma il consigliere di minoranza Bertucco punge: «Messo nero su bianco che se ne occuperà il prossimo sindaco. Questa non è più un'opera pubblica, ma diventa un'arma di propaganda»

La firma del protocollo d'intesa

È partito oggi, 5 luglio, l'iter tecnico e amministrativo per la creazione del «Central Park» di Verona. Comune, Regione e Ferrovie hanno firmato, a palazzo Barbieri, il protocollo d'intesa per la riconversione a parco urbano delle aree dell'ex scalo merci di Verona Porta Nuova.
A siglare l'intesa il sindaco Federico Sboarina, l'assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Elisa De Berti e l'amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani (Gruppo Fs Italiane) Umberto Lebruto. Presenti anche gli assessori ai lavori pubblici e trasporti Luca Zanotto e alla pianificazione urbanistica Ilaria Segala con il direttore territoriale di produzione di Rfi Vincenzo Lamberti e il responsabile Area Centro Nord Est di Fs Sistemi Urbani Alessandro Maculani.

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L'obiettivo è la trasformazione delle aree dello scalo, circa 45 ettari che si sviluppano a sud della stazione, lungo la direttrice che connette la stazione Verona Porta Nuova con la zona della fiera, in un parco pubblico sicuro, accessibile e funzionale per i quartieri limitrofi e per tutta la città. Contemporaneamente, si vuole creare una nuova polarità urbana.
A partire da oggi e per dodici mesi, un tavolo tecnico composto da Regione del Veneto, Comune e le società del gruppo Fs Italiane elaborerà il masterplan e l'analisi di sostenibilità economica con l'obiettivo di condividere e approvare i nuovi assetti dell'area ferroviaria e avviare il successivo iter urbanistico. Questo consentirà di realizzare un nuovo fronte di accesso, da sud, alla stazione ad alta velocità di Verona Porta Nuova, aumentandone la vocazione intermodale, rendendola accessibile in modo rapido ed efficace, tramite il trasporto pubblico e i mezzi privati, anche da chi proviene dalla zona fiera e, in generale, dai quartieri meridionali della città.

Oggi è una giornata storica - ha detto il sindaco Sboarina - perché la firma sul protocollo d'intesa fissa il punto di partenza formale per la riqualificazione dell'area dello scalo merci di Porta Nuova e della costruzione del nuovo grande parco urbano. Il protocollo che abbiamo condiviso prevede la costituzione del tavolo tecnico e, entro 12 mesi, il masterplan dell'intervento. Il volto della città cambierà in maniera definitiva. Se si guarda adesso quell'area, si vede una grande ferita rappresentata dalle rotaie, mentre con il nuovo intervento si vedrà un grande parco e una ricucitura verde in grado di unire i quartieri sud con il centro della città. Ci vorrà del tempo per realizzare questo sogno, perché il percorso sarà lungo e, probabilmente, complesso, ma questa giornata rappresenta un punto di partenza vero, cui non eravamo mai arrivati. Per essere qui c'è voluto un anno e mezzo di lavoro. Da subito ci siamo messi a interloquire con Ferrovie dello Stato e con la Regione e li ringrazio entrambi per la disponibilità dimostrata. Da oggi a testa bassa verso l'obiettivo. Noi lavoreremo in maniera ancora più seria per arrivare ad ottenere il risultato finale.

«Per Verona è un grande giorno - ha detto l'assessore regionale De Berti - perché arriviamo ad apporre una firma che non era scontata. Sono testimone dell'impegno e della testardaggine del sindaco nel perseguire l'obiettivo e la Regione Veneto ci teneva ad essere presente in un momento così importante. Questo intervento andrà a rinnovare, non solo a riqualificare, Porta Nuova mettendo a disposizione dei cittadini, con la nuova stazione dell'alta velocità, un'area completamente rinnovata. Tra l'altro, l'arrivo dell'alta velocità potrà favorire la realizzazione del progetto della metropolitana di superficie che ha come suo centro la città di Verona. Siamo di fronte a una grande occasione e a una grande opportunità e tutti sappiamo che ai progetti bisogna credere e lavorare. Da oggi, quindi, il gioco si fa serio. Complimenti all'amministrazione che ha dimostrato di credere nel progetto e un ringraziamento al gruppo Ferrovie dello Stato perché immagino che una simile iniziativa rappresenti una grande sfida anche per loro».
«Amministrazione comunale e regionale - ha detto Lebruto - hanno coinvolto il gruppo Ferrovie dello Stato per cercare di integrare al meglio la mobilità all'interno di Verona. In questi mesi, stiamo lavorando sui tre paradigmi che mettono insieme città, stazione e mobilità. L'obiettivo importante per l'amministrazione è quello di ricucire la parte sud con il trasporto ferroviario, da cui oggi è separato proprio dai binari. Il trasporto ferroviario unisce i popoli e i luoghi, a Verona non potevamo permettere che dividesse in due la città. La stazione è un crocevia importantissimo per viaggiatori e merci. Per migliorarla sono previsti importanti interventi di riqualificazione. Ad esso sarà affiancato anche il nuovo servizio dell'alta velocità che sarà collocata a sud, nella zona di cerniera tra la fiera e la stazione attuale. Lì ci sarà da investire per rendere la stazione accessibile e integrata con tutte le modalità di trasporto, in modo da renderla raggiungibile con la metropolitana leggera, i mezzi pubblici, l'auto, la bici e non ultima anche a piedi, in maniera che deve essere sicura all'interno di un parco urbano fruibile e accessibile».

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Lo start è stato, dunque, dato oggi e, come spiegato dallo stesso primo cittadino, c'è tempo un anno per la stesura del masterplan e comunque ci vorrà del tempo prima che il Central Park diventi realtà. «Quindi, se ne occuperà eventualmente il prossimo sindaco e la prossima consigliatura», ha puntualizzato il consigliere comunale di minoranza Michele Bertucco, il quale ha esternato il suo punto di vista critico sul protocollo d'intesa firmato oggi.

Il documento non fa altro che registrare l'avvio della stesura del masterplan di cui già si stanno occupando gli uffici e di cui non c'è alcuna garanzia sulla promessa che l'intera superficie dello scalo venga destinata a verde. Anzi, proprio la relazione preliminare al masterplan insiste sulla necessità legittima delle Ferrovie di mettere a valore le proprie aree per fare cassa.
Questa non è più un'opera pubblica, ma diventa un'arma di propaganda, un evergreen elettoralistico che verrà cavalcato da ogni politicamente da qui ai prossimi due anni. Rispetto ai quartieri, invece, rappresenta la carota a cui fa da contrappunto il bastone dei nuovi insediamenti commerciali e alberghieri che continuano a moltiplicarsi a Verona Sud anche per effetto delle decisioni prese dall'attuale amministrazione. Cosa propongono Sboarina e la giunta per mitigare nel frattempo il traffico e la mancanza di verde che mette in sofferenza Verona Sud? Niente.

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