Donazzan e il test antidroga sugli studenti, Gracis: «Comincino i politici»

Il direttore della rivista Dolce Vita lancia un appello all'assessore regionale all’Istruzione: «Mostriamo che le nostre istituzioni sono libere dalle temute sostanze stupefacenti che obnubilano la mente dei giovani»

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«Si sottopongano al test per i primi i politici». È Matteo Gracis, direttore della rivista Dolce Vita, la principale testata italiana dedicata al mondo della cannabis, a rispondere ad Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, che in settimana aveva rilanciato la proposta di somministrare a sorpresa il test antidroga agli studenti delle scuole superiori. 
Donazzan, che già in precedenza aveva avanzato questa ipotesi, è tornata alla carica dopo un'indagine svolta tra gli alunni veronesi di età compresa tra i 13 e i 19 anni, il 18% dei quali ha ammesso di fare uso di sostanze stupefacenti. 

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«Il mio appello all’assessore Donazzan è il seguente - ha detto Gracis -: invece che accanirsi sui giovani e l’utilizzo di sostanze sulle quali non sono stati minimamente educati, partiamo dai nostri politici. Proprio tutti, a livello comunale, regionale e nazionale. Mostriamo che le nostre istituzioni sono libere dalle temute sostanze stupefacenti che obnubilano la mente dei giovani, perché se è importante trasmettere dei valori alle nuove generazioni, è fondamentale partire da chi ci rappresenta, per mostrare che chi prende decisioni in nome del popolo e delle comunità che lo costituiscono, è in grado di dare il buon esempio».

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