Medici sottopagati? Conferma il direttore Mantoan, ma precisa: «Peggio in altre regioni»

Il direttore dell'area sanità e sociale Domenico Mantoan: «Siamo tra le prime tre regioni che pagano di più, questo non significa che i compensi siano equi rispetto ai carichi di lavoro»

Medici al lavoro - immagine di repertorio

A seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa che riportavano il fatto che gli stipendi dei medici in Veneto sarebbero più bassi rispetto ad altre regioni italiane, il direttore dell'area sanità e sociale della regione Veneto Domenico Mantoan ha voluto fare alcune precisazioni. I dati estratti dal conto annuale del 2017, mostrerebbero infatti come le retribuzioni dei camici bianchi veneti siano di gran lunga sopra la media nazionale: 79mila 547,64 euro, contro la media di 75 mila 241,63 euro.

 «Il Veneto per retribuzione procapite si attesta tra le prime tre regioni, escluse quelle a Statuto Autonomo dove il trattamento economico è più alto come è facile immaginare – sottolinea il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto dottor Domenico Mantoan, commentando i dati – Il Veneto tra l’altro è ai primi posti anche per numero di medici  a tempo indeterminato, mentre l’utilizzo del tempo determinato nella nostra regione è decisamente marginale rispetto alle altre».

Retribuzioni medie dirigenti medici anno 2017

La tabella delle retribuzioni medie dei dirigenti medici per l'anno 2017

Secondo i dati cui si fa riferimento, infatti, un camice bianco dipendente a tempo indeterminato che lavora in regioni vicine, percepisce mediamente quasi 7mila euro in meno l’anno rispetto a quanto avviene in Veneto. «Con questo non si vuol dire che i medici siano pagati bene – continua il dottor Mantoan – Sono senza dubbio sottopagati tenuto conto dell’impegno e dei carichi di lavoro. Ma questa è una questione nazionale che colpisce tutte le regioni a statuto ordinario e non è un problema ascrivibile alla Regione Veneto».

La protesta dei medici specializzandi

Altro tema molto spinoso in ambito medico è quello che vede in prima linea i medici spcializzandi, vale a dire quei medici laureati ed abilitati che sono iscritti alle scuole di specialità delle varie università italiane. Si tratta di figure ibride tra studio, formazione professionale e lavoro, di fatto sono i futuri medici specialistici del servizio sanitario nazionale. Proprio lo scorso martedì 9 aprile, a Verona, gli specializzandi delle varie scuole di specialità si sono ritrovati per protestare contro «l'aumento del 20% delle tasse universitarie rispetto allo scorso anno», ma anche perché continuano a vedersi «precluso il diritto ad una rappresentanza istituzionalizzata all'interno dell'Università», necessaria per far sentire a pieno titolo la propria voce circa criticità e richieste.

protesta università di verona medici specializzandi

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I medici specializzandi durante la protesta dello scorso martedì 9 aprile

«I medici specializzandi sono la base del nostro sistema socio sanitario e devono essere visti come una risorsa e non come una manodopera qualificata a basso costo, utile a tenere in piedi un ospedale». Così si è espresso in merito alla protesta il consigliere comunale del Partito democratico Federico Benini, specificando poi la propria solidarietà nei confronti dei giovani medici: «La salute di tutti noi è in mano loro e per questo investire su di loro, è un investimento sulla nostra salute. Esprimo pertanto la mia solidarietà a tutti gli specializzandi, - ha concluso Benini - nella speranza che le loro richieste possano essere ascoltate».

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