La storia veneta entra nelle scuole. Zaia: «Antipasto dell'autonomia»

Il presidente del Veneto e il ministro dell'istruzione Marco Bussetti hanno firmato il protocollo d'intesa per l'ingresso della cultura veneta nei programmi di tutte le scuole della regione

Il momento della firma di Zaia e Bussetti

Il presidente del Veneto Luca Zaia e il ministro dell'istruzione Marco Bussetti hanno firmato oggi, 16 ottobre, il protocollo d'intesa per l'ingresso della storia e della cultura veneta nei programmi scolastici. L'intesa prevede percorsi di formazione rivolti a docenti e a studenti per sviluppare lo studio e la conoscenza della storia, della cultura e dell'emigrazione regionale in tutte le scuole venete. Regione e Ministero costituiranno una commissione paritetica che selezionerà i formatori e valuterà le proposte formative rivolte agli insegnanti del Veneto. Il Ministero si impegna a mettere a disposizione cinque insegnanti che dovranno elaborare il piano di lavoro annuale di proposte formative, in ambito letterario e umanistico, da offrire alle scuole.

Nel protocollo d'intesa sono riportati gli obiettivi di questo piano congiunto e cioè far conoscere e studiare «il patrimonio storico-culturale nelle sue dimensioni nazionali e locali; sviluppare le competenze degli alunni attraverso approfondimenti integrati e interdisciplinari inerenti il patrimonio storico e culturale del Veneto; valorizzare l'orientamento verso professioni in grado di contribuire allo sviluppo del turismo culturale, sostenere attività di ricerca-azione in musei, biblioteche, archivi, enti ed istituzioni culturali, innovare la didattica e incentivare i rapporti tra didattica e ricerca storico-documentale».

Oggi è una giornata storica ed emozionante, un'anteprima dell'autonomia regionale che verrà - ha commentato il Zaia - In Veneto l'identità storica, culturale e linguistica è forte e radicata dopo 1.100 anni di governo della Serenissima. Questa non è una operazione amarcord, ma di valorizzazione di un patrimonio culturale che è vivo e ricchissimo: basti pensare che nella nostra regione sette persone su dieci pensano e parlano in lingua veneta.

Il ministro Bussetti ha poi aggiunto che: «Questa è una esperienza che verrà esportata anche in altre regioni perché trova fondamento nel quadro normativo nazionale della scuola dell'autonomia».

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