Coronavirus. Dopo il chiarimento della Regione, ecco cosa è ammesso a Verona e cosa no

«Molti dei dubbi e dei quesiti emersi sono stati chiariti dalla circolare della Regione», ha detto il sindaco Federico Sboarina, che lunedì sera ha partecipato al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura

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Il chiarimento della Regione Veneto in merito ai quesiti dell’Ordinanza “in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid - 2019”, nella serata di lunedì ha portato ad un allentamento delle misure utili al contrasto della diffusione del Coronavirus da parte del sindaco di Verona Federico Sboarina, che insieme al presidente della Provincia Manuel Scalzotto ha partecipato al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura. 
Il livello di guardia resta comunque alto, ma l'ultima comunicazione regionale ha convinto il primo cittadino a passare a misure meno restrittive rispetto a quelle diramate nel tardo pomeriggio. 

IL NUMERO VERDE PER CHIEDERE INFORMAZIONI

«Molti dei dubbi e dei quesiti emersi da ieri (domenica, ndr) sono stati chiariti dalla circolare della Regione - ha detto il sindaco -. È stato fatto un bel lavoro di squadra, ringrazio il prefetto e tutti i componenti del tavolo. Ai veronesi ribadisco che gli allarmismi non servono, tutto questo viene fatto a garanzia della salute pubblica. Ai cittadini chiedo di portare pazienza sulle limitazioni della vita quotidiana, ma tutto serve per la prevenzione».

«Ci siamo coordinati come sindaci della Provincia per raccogliere e condividere le precisazioni sull’ordinanza emanata dal Ministero della Sanità di intesa con il presidente della Regione del Veneto – ha detto il presidente della Provincia-. L’obiettivo è prevenire ed essere pronti ad agire in modo tempestivo in caso di necessità nel territorio scaligero».

LE INDICAZIONI DELLA REGIONE VENETO PER EVITARE CONTAGI

Rimangono aperti impianti sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private e campi da gioco per corsi e allenamenti. Non sono invece possibili manifestazioni e eventi sportivi che abbiano presenza di pubblico.
Così come rimangono aperti centri linguistici, doposcuola, centri musicali, scuole guida e luoghi dove si tengono i corsi.

Si conferma l’apertura di attività di carattere sociale, come quelle di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili. Pertanto rimangono aperti centri diurni e servizi semiresidenziali.

IL DECALOGO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Nemmeno le attività economiche sono interessate da restrizioni. Tutte le attività agricole, commerciali, produttive e di servizio, compresi i servizi pubblici, i mercati settimanali e le mense, rimangono quindi aperti.

Viene confermata, invece, la chiusura fino al 1° marzo di musei, mostre e monumenti, e la sospensione di concerti ed eventi, anche sportivi, che prevedano presenza di pubblico. Confermata anche la sospensione delle attività di spettacolo e, quindi, di teatri, cinema, sale concerti comprese discoteche e sale da ballo.

In sintesi

Attività aperte:

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  1. Mercati rionali e paesani.
  2. Strutture sportive pubbliche e private.
  3. Allenamenti in piscine, palestre, circoli tennis etc.
  4. Attività commerciali.
  5. Matrimoni civili, solo con testimoni.
  6. Mense di organismi religiosi o volontariato per la marginalità sociale.
  7. CEOD, attività di volontariato (minori, anziani, disabili, famiglie indigenti) in luoghi pubblici o privati.
  8. Servizi di trasporto ad ospedali/centri di cura per anziani organizzati da associazioni di volontariato in convenzione con il Comune.
  9. Centri prelievi gestiti da No profit in convenzione con Comune e Ulss.
  10. Consiglio comunale. Sì, ma senza pubblico. 

Attività chiuse: 

  1. Eventi sportivi con pubblico.
  2. Eventi privati in ristoranti e pubblici esercizi.
  3. Piccoli eventi musicali, in bar o ristoranti.
  4. Cene sociali in centri di volontariato (es. baita alpini etc)
  5. Riunioni di associazioni e relativi convegni. 

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