Assalto ai supermercati, truffe e tele-lavoro: i giorni del coronavirus

Il panico ingiustificato ha spinto molti cittadini a fare provviste a lungo termine. Ma la paura è anche la leva sfruttata dagli sciacalli per approfittare di questa situazione critica

(Foto MilanoToday)

Il panico nei supermercati, lo sciacallaggio dei truffatori e la prevenzione tramite il tele-lavoro. Al di là delle ordinanze che limitano le libertà personali dei cittadini per evitare una possibile propagazione del coronavirus, al di là degli sforzi che si stanno facendo a livello istituzionale per circoscrivere i contagi, ci sono anche aspetti quotidiani, e non sempre positivi, che descrivono il modo in cui anche i veronesi stanno vivendo questi giorni, che si possono definire «i giorni del Covid-19».

MERCATI E SUPERMERCATI. Non solo in Lombardia, ma anche a Verona ci sono stati casi in cui gli scaffali dei supermercati sono stati presi d'assalto e letteralmente svuotati da uomini e donne presi dal panico. La paura che anche le rivendite di generi alimentari possano chiudere per precauzione o che non possano essere rifornite regolarmente ha preso il sopravvento, anche se in pochi casi. A tal riguardo, le autorità sono state chiare: «Non c'è preoccupazione per l'approvvigionamento alimentare - sono le parole del premier Giuseppe Conte riportate da Today.it - Non siamo di fronte a una carestia alimentare. Tutte le misure saranno prese per un costante approvvigionamento alimentare, le popolazioni delle regioni interessate devono stare tranquille».
E nel Veronese è intervenuta anche la Coldiretti per assicurare che mercati a km zero saranno aperti per garantire rifornimenti di frutta e verdura, carne, uova, formaggi e altri prodotti locali. «La crescente preoccupazione - ha sottolineato Franca Castellani, presidente del Consorzio Veronatura che gestisce i mercati a km zero di Campagna Amica e Coldiretti Verona - sembra spingere molti a fare scorte con la sollecitazione delle autorità alla limitazione degli spostamenti per evitare la diffusione del contagio. Vogliamo rassicurare i consumatori che, fino a eventuali altre diverse disposizioni delle autorità competenti, i mercati degli agricoltori sono aperti secondo i soliti orari».

TRUFFE. In occasione di avvenimenti critici, purtroppo, non mancano mai gli sciacalli. Sono approfittatori senza scrupoli, che cercano di trarre vantaggio dalle disgrazie o dalle paure degli altri. Vista l'enorme richiesta di gel igienizzanti e mascherine, sono apparsi sul web annunci di vendita di questi prodotti a prezzi esorbitanti. Ma anche al di fuori del web, gli sciacalli hanno colpito. Si sono registrati casi di truffatori che hanno bussato alle porte di ignari cittadini, spesso anziani, fingendosi operatori della Croce Rossa o di altre associazioni. Con la scusa di svolgere un controllo per il coronavirus, chiedono del denaro, oppure rubacchiano nelle case in cui riescono ad entrare.
Inoltre, la Croce Rossa di Verona ha segnalato anche la presenza di falsi volontari davanti all'ospedale di Borgo Roma a Verona, i quali vendevano mascherine per strada. Il presidente della Cri di Verona Alessandro Ortombina ha dichiarato: «Nessun operatore di Croce Rossa è presente nei pressi di ospedali per vendere mascherine protettive. Abbiamo segnalato tutto alle autorità competenti».

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TELE-LAVORO. Un'altra conseguenza del coronavirus, adottata a macchia di leopardo da alcune azienda, è quella di evitare o almeno limitare al massimo gli spostamenti dei propri dipendenti. E così, invece di uscire di casa per recarsi sul posto di lavoro, alcune ditte si sono organizzate per far lavorare tutti da casa. Il tele-lavoro è stato adottato, anche nelle aree non interessate dal contagio, ad esempio da Aon, gruppo che si occupa di consulenza dei rischi e delle risorse umane. Ed anche lo Studio Fornace di San Pietro in Cariano ha deciso di fare la sua piccola parte, sfruttando le tecnologie a propria disposizione per permettere ai propri dipendenti di lavorare quasi interamente da remoto.

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