Congresso Mondiale delle Famiglie, oppositori uniti e Governo diviso

È giallo sul ritiro del patrocinio da parte del Consiglio dei Ministri. Per Di Maio, quella dell'evento di Verona è una «destra di sfigati», ma parteciperanno anche i ministri Salvini e Fontana

Il primo punto a favore degli oppositori al tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families) sembrerebbe essere stato segnato. Dopo una serie di polemiche, Palazzo Chigi avrebbe revocato il permesso ad utilizzare il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri utilizzato dal Congresso Mondiale delle Famiglie. Anche se da fonti interne del Ministero della Famiglia, citate da Ansa, è trapelato che «Non risulta alcuna richiesta di revoca del patrocinio della Presidenza del Consiglio al World Congress of Families». E in effetti ancora questa mattina, 13 marzo, sul sito internet dell'evento internazionale, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo, tra i patrocini appare ancora quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Famiglia. Come appare anche quello della Regione Veneto, che il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni chiede di ritirare.

Zaia ritiri l'utilizzo del logo e soprattutto il patrocinio a quella vera e propria "fiera dell'omofobia" - ha scritto Zanoni - La famiglia non si tutela con l'odio o la discriminazione nei confronti di omosessuali, transessuali e di altri modelli di convivenza. In un Paese come l'Italia dove ogni tre giorni una donna viene uccisa, quasi sempre da partner o ex partner, il Governo dovrebbe pensare a come combattere la violenza di genere, impegnandosi in una battaglia culturale fin dalla scuola anziché soffiare sul fuoco dell'intolleranza.

Il PD si è fatto sentire anche in Parlamento con una mozione depositata in Senato per «denunciare il carattere omofobo del World Congress of Families che non è altro che un raduno di promotori della subordinazione della donna allìuomo e della compressione dell'autodeterminazione femminile», ha scritto Vincenzo D'Arienzo, senatore democratico veronese.

Con la scusa della difesa della famiglia - prosegue D'Arienzo - a Verona arriveranno associazioni e gruppi che si distinguono per i messaggi gravemente omofobi e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell'omosessualità, oltre che alla limitazione dell'autodeterminazione in materia affettiva e familiare.
Chiediamo di porre in essere politiche di contrasto all'omotransfobia, con strumenti culturali e specificamente giuridici e a sostenere attivamente la condizione femminile, in particolare attraverso una tutela adeguata delle lavoratrici madri e la salvaguardia del modello italiano di diritto di famiglia, solidamente basato sull'eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi.

Annunciataper il 30 marzo a Verona anche una contromanifestazione al Congresso Mondiale delle Famiglie. Tra le associazioni partecipanti ci sarà l'Arcigay che chiede al Governo di «non girarsi dall'altra parte» e di «porre argini alla deriva oscurantista».

Dai relatori invitati a Verona il nostro Paese non ha nulla da imparare ed è inquietante che membri del governo aprano un'interlocuzione con chi in ogni parte del mondo pratica l'oppressione di donne, omosessuali, transessuali - fanno sapere da Arcigay - A quella compagine di carnefici dei diritti mostreremo il nostro orgoglio e la nostra libertà.

E le due forze di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, si mostrano divise anche su questo tema. Al programma di La7 DiMartedì il vicepremier Luigi Di Maio ha definito «destra degli sfigati» quella del Congresso Mondiale delle Famiglie e, se all'evento parteciperanno dei ministri, la loro presenza non sarà in rappresentanza del Governo. Comunque, l'annuncio della partecipazione del vicepremier Matteo Salvini e del ministro della famiglia Lorenzo Fontana è stato dato ed è quindi presumibile che questi due membri del Governo ci saranno al Congresso Mondiale delle Famiglie. Un congresso che è stato difeso anche dal deputato veronese della Lega Vito Comencini. «Lo ritengo un'ottima iniziativa - ha dichiarato - Vanno condannate le fake news e i tentativi di sabotarlo. Sarà un'occasione per confrontarsi su temi fondamentali come la famiglia e la vita».

E anche Forza Nuova Verona conferma la sua presenza ai lavori in Gran Guardia insieme al suo segreario nazionale Roberto Fiore.

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