Collettore del Garda, il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Technital

La sentenza conferma la correttezza dell’assegnazione fatta da Azienda Gardesana Servizi al raggruppamento di imprese guidato dalla padovana HMR Ambiente

Immagine di repertorio

Il Consiglio di Stato ha respinto, in via definitiva, il ricorso presentato da Technital s.p.a. per l’annullamento della gara di affidamento della progettazione definitiva del collettore del Garda, sponda veronese. La sentenza, pertanto, conferma la correttezza dell’assegnazione fatta da Azienda Gardesana Servizi al raggruppamento di imprese guidato dalla padovana HMR Ambiente. I giudici della Quinta Sezione del Consiglio di Stato, inoltre, hanno condannato la società appellante al pagamento delle spese, pari a 5mila euro, a favore di Azienda Gardesana Servizi.
Si conclude definitivamente, quindi, la vicenda che vedeva Technital opporsi all’affidamento dell’incarico per la progettazione definitiva del nuovo collettore del Garda fatta da AGS. Il Consiglio di Stato, dopo aver respinto la sospensiva, conferma quanto già avevano deciso i giudici del Tar Veneto a favore di AGS e precisano “l’appello va respinto, con conferma integrale della sentenza impugnata”.

«Il Consiglio di Stato – commenta il presidente di Azienda Gardesana Servizi Angelo Cresco – respinge ancora una volta, e stavolta definitivamente, il ricorso presentato da Technital e conferma la bontà dell’operato di AGS. Non avevamo alcun dubbio sull’esito della sentenza che conferma quanto già aveva deciso il Tar Veneto. Ricordo che i giudici di Venezia avevano già negato sia la richiesta di sospensiva presentato da Technital che il ricorso nel merito.
Senza entrare nel merito della sentenza e fatta salva la possibilità di far valere i propri diritti da parte di ciascuno, quello di Technital ci sembra un ‘accanimento terapeutico’ che danneggia entrambe le società e diventa uno spreco di risorse e di tempo, visto che i giudici hanno sempre confermato la correttezza di AGS. Non ne comprendiamo le ragioni: cosa dovremmo pensare? Dire che siamo esterrefatti è, forse, troppo poco».

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Per quanto riguarda la progettazione del nuovo collettore, il presidente Cresco chiarisce: «Eravamo talmente conviti del buon operato del Rup e della commissione aggiudicatrice, che sin dall’inizio, non abbiamo atteso le pronunce dei giudici e abbiamo proceduto nell’assegnazione dell’incarico, perché il collettore è un’opera troppo importante per il lago di Garda. La fiducia nei nostri dirigenti e nella commissione è stata confermata ancora una volta dai giudici».

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