Collettore del Garda, Vincenzo D'Arienzo: «Il progetto sia verificato»

Il senatore del PD ha presentato un'interrogazione al Ministero dell'ambiente, a cui si è rivolta anche la deputata Rossella Muroni, chiedendo per lo stesso progetto la Valutazione di impatto ambientale

(Foto di repertorio)

Due interrogazioni al Ministero dell'Ambiente sul nuovo collettore del Garda, il cui progetto è in fase di definizione anche se è a buon punto. A presentare le interrogazioni sono due parlamentari di maggioranza: il veronese Vincenzo D'Arienzo, senatore del Partito Democratico, e la deputata Rossella Muroni di Liberi e Uguali.

«Il Lago di Garda è un territorio molto delicato ed il progetto in corso potrebbe modificarne alcuni aspetti - ha dichiarato D'Arienzo - È questa la ragione per la quale ritengo doveroso approfondire ogni aspetto degli interventi da operare». Per questo, D'Arienzo ha presentato un'interrogazione con la quale ha chiesto informazioni su vari punti sensibili. «Voglio sapere se l''intervento è improntato ad elevati standard di qualità paesaggistica tali da conservare i pregi esistenti e riqualificare le zone oggetto dei lavori; se il conseguente snaturamento del bagnasciuga, che sarà ridefinito artificialmente, già oggi molto risicato, sia stato affrontato per ridurre al minimo l'impatto degli interventi e consentire il ripristino di quel territorio che morfologicamente rappresenta la vera anima naturale del Garda; se le scogliere in pietra naturale che saranno realizzate in alcuni tratti del territorio rispettino i requisiti di mitigazione e salvaguardia delle peculiarità naturali delle aree interessate; se i previsti impianti di sollevamento o scolmatori sono stati progettati con fattezze tali da inserirsi armonicamente nel delicato territorio che li ospiterà; se le nuove tubazioni saranno opportunamente interrate e mitigate, in modo da impedire lo scempio che caratterizza l'attuale collettore; se l'attraversamento aereo del fiume Mincio delle tubazioni è stato progettato in modo che all'impatto visivo non risulti un orribile tubo sospeso, bensì un'opera architettonicamente gradevole e confacente all'ambiente circostante».

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L'onorevole Muroni, invece, ha sottolineato la necessità che il progetto delle opere di collettamento e depurazione sia deciso con una visione unitaria dell'intero bacino lacustre, comprensiva della sponda bresciana, che preveda anche la dismissione del collettore sublacuale per evitare gravi rischi per l'integrità del lago. Inoltre, la deputata, già presidente di Legambiente, ritiene che ci sia la necessità di rivalutare il progetto che prevede la posa delle condotte sulle rive del lago, in un ambiente quindi estremamente delicato e che richiede anche una Valutazione di impatto ambientale (Via). E l'interrogazione di Rossella Muroni fa seguito a quanto evidenziato proprio da Legambiente che, nelle loro osservazioni al progetto, nel sottolineare l'indispensabile necessità di tutela dell'ecosistema Lago di Garda, avevano richiesto l'intervento del Ministero affinché il collettore sulla sponda veronese sia realizzato sulla Gardesana e, contestualmente ai lavori sulla sponda bresciana, sia dismesso il collettore sublacuale, per non esporre il Garda al grave rischio che, in caso di guasto, siano scaricate a lago ingenti quantità di reflui fognari. «Chiedo che il progetto definitivo sia assoggettato a Via», ha concluso la deputata di Leu.

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