Collettore del Garda, 5 Stelle sempre contrari ma il progetto prosegue

Claudio Melotti, presidente del Consiglio di Bacino dell'Ato Veronese: "L'opera resterà quella approvata, che ha convinto il ministero, e alla base ci sono motivazioni tecniche che non possono essere ignorate"

Sembrano non curarsi dell'acceso dibattito politico che ruota intorno all'opera del nuovo collettore del Garda e vanno avanti i due consigli di bacino dell'ambito veronese e bresciano. Si è nuovamente riunito il tavolo tecnico tra Verona e Brescia con la partecipazione delle Regioni Veneto e Lombardia e delle società di gestione del servizio idrico integrato, Azienda Gardesana Servizi e Acque Bresciane.

L'incontro è stato l'occasione per fare il punto della situazione sull'attività di collaborazione che ha consentito l'elaborazione e la stipula dell'accordo con il ministero dell'ambiente per il co-finanziamento dell'opera, con fondi che complessivamente ammontano a 40 milioni di euro per la sponda veronese e 60 milioni di euro per quella bresciana. I lavori di progettazione procedono secondo i programmi concordati. Ags ha affidato la progettazione definitiva ed Acque Bresciane ha concluso gli approfondimenti tecnici ambientali ed economici per il prosieguo delle attività di progettazione. La Regione del Veneto ha stanziato una prima tranche di 300mila euro per il cofinanziamento del progetto definitivo, inoltre, è previsto un ulteriore contributo di 1.500.000 euro che si aggiunge ad 1.000.000 di euro promessi dalla Provincia di Verona. Infine si attendono decisioni da parte dell'Ats Garda Ambiente che si era impegnata, attraverso i Comuni gardesani, a mettere a disposizione una quota percentuale della tassa di soggiorno per alcuni anni.

Sia dalla sponda bresciana che da quella veronese siamo tutti sulla stessa linea e siamo pronti per iniziare questa attesa opera - ha affermato Claudio Melotti, il nuovo presidente del Consiglio di Bacino dell'Ato Veronese - L'opera resterà quella approvata, che ha convinto il ministero a elargire un contributo di ben 100 milioni di euro, e alla base ci sono motivazioni tecniche che non possono essere ignorate.

Eppure pare che i favorevoli al collettore non possono dormire sonni tranquilli a causa del governo 5 Stelle-Lega. A metterlo in discussione sono soprattutto i 5 Stelle e ad affrontarli c'è il Partito Democratico. Per il ministro dell'infrastrutture Danilo Toninelli, il collettore è un'opera superata e andrebbe sostituita con una rete di depuratori. Ma la competenza è del ministero dell'ambiente e per questo la deputata veronese 5 Stelle Francesca Businarolo ha chiamato in causa il ministro Sergio Costa. Per il momento il ministro Costa si è limitato a garantire "monitoraggio e attenzione" sul progetto del Garda. Difficile dire se ci sia anche un'apertura a progetti alternativi al collettore, come chiudono i 5 Stelle, ma la deputata Businarolo è fiduciosa e viene attaccata dalla deputata PD Alessia Rotta.

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Il progetto di avviare micro depuratori non solo è stato rigettato dagli enti locali interessati, ma, se preso in considerazione, avrebbe conseguenze per l'ambiente - scrive Rotta - L'approccio ideologico dei 5 stelle rende ciechi e sordi i suoi rappresentanti. E ora, forti dell'essere al governo, pensano di poter calpestare la volontà popolare e la salute pubblica per una campagna elettorale continua. Questo è il momento di fare in fretta, senza ulteriori indugi e portare avanti l'opera. Per il bene del territorio, per il bene dei cittadini.

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