Eccidio della Divisione Acqui, cerimonia a Verona ricorda le 10mila vittime dei nazisti

"Le migliaia di caduti di Cefalonia e i superstiti, che anche oggi sono qui presenti, - ha detto il sindaco di Verona Federico Sboarina - sono il simbolo di quell’eroismo sereno di chi vive il proprio dovere mantenendo sempre alto il senso dell’onore e dello Stato"

Si è svolta oggi a Verona, in Circonvallazione Oriani, alla presenza del Generale Roberto Corsini, in rappresentanza del Presidente della Repubblica la cerimonia per il 75° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui. Alla cerimonia, tenutasi al monumento nazionale, eretto a Verona nel 1966 per ricordare l’elevato numero di soldati veronesi caduti a Cefalonia e Corfù, erano presenti il sindaco Federico Sboarina, il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi, in rappresentanza del Governo, il Prefetto Salvatore Mulas, il presidente della Provincia Antonio Pastorello, il Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui Claudio Toninel, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose, locali e nazionali.  Presenti anche i labari e le bandiere delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e della Resistenza e numerosi gonfaloni di città e province decorati al Valor militare.

La ricorrenza ricorda uno dei più tragici fatti accaduti all’Esercito italiano durante la seconda guerra mondiale, tra il 12 ed il 26 settembre del 1943, con la morte di circa 10.000 soldati italiani. A Cefalonia morirono in combattimento 65 ufficiali e 1250 tra sottufficiali e soldati; dopo la resa, 325 ufficiali e 5000 sottufficiali e soldati furono sommariamente fucilati dai tedeschi; oltre 3000 sottufficiali e soldati risultarono dispersi in mare, per l'affondamento delle navi che dovevano trasportarli nei campi di concentramento e di prigionia. Nell’isola di Corfù morirono in combattimento 2 ufficiali e 600 sottufficiali e soldati; altri 17 ufficiali furono fucilati.

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«I soldati della Divisione Acqui, anzi, gli uomini della Divisione Acqui – ha ricordato il sindaco Sboarina –, fecero l’unica cosa che per loro era onorevole fare, e cioè rimanere fedeli alla divisa, agli ideali e alla Patria. Il loro non fu solo un atto di eroismo, ma fu uno straordinario atto di coerenza e di eroica lealtà all’Italia. Le migliaia di caduti di Cefalonia e i superstiti, che anche oggi sono qui presenti e per questo li ringrazio infinitamente, sono il simbolo di quell’eroismo sereno di chi vive il proprio dovere mantenendo sempre alto il senso dell’onore e dello Stato. Ciascuno di loro ha pagato un prezzo altissimo perché hanno avuto il coraggio degli altissimi ideali che testimoniavano».

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