Centro commerciale nell'Ecoborgo di San Massimo, No di Confesercenti

Il presidente Paolo Bissoli: «Si svende il tessuto commerciale. A che servono i proclami di rilancio dei centri urbani? A che serve chiedere aiuto alle associazioni per rivitalizzare i propri centri?»

L'area dell'Ecoborgo di San Massimo

C'è un secco diniego da parte di Confesercenti Verona al via libera della Regione Veneto per la realizzazione di un insediamento commerciale nei pressi di San Massimo. In una nota, il presidente Paolo Bissoli ha evidenziano: «Proprio non fa breccia il concetto che sono cambiati i paradigmi del commercio. Ecco ora a Verona di nuovo presentarsi lo stesso problema: a fronte di qualche risicata opera pubblica, a fronte della necessità mediatica di dimostrare qualcosa di nuovo ai cittadini, si svende il tessuto commerciale. A che servono i proclami di rilancio dei centri urbani? A che serve chiedere aiuto alle associazioni per rivitalizzare i propri centri?».

La Confesercenti compone un quadro del settore non del tutto positivo. Prosegue Alessandro Torluccio, direttore generale dell'associazione scaligera: «L'investimento in grande distribuzione organizzata è antistorico. La crisi del settore è acclarata. In tutta Europa la tendenza è quella di rivitalizzare i centri potenziando le piccole botteghe. L'occupazione creata con gli insediamenti della grande distribuzione fuori dai centri cittadini si paga con la perdita di posti di lavoro all’interno di piccole aziende che pagano le tasse locali, con la conseguente desertificazione delle città, le quali poi a loro volta hanno bisogno di ingenti capitali per essere rivitalizzate».

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Il nuovo insediamento di San Massimo sarà in ogni caso qualcosa che sposterà commercio fuori dal centro, che contribuirà a destrutturare il già moribondo tessuto commerciale locale, che nulla conterà per i piccoli negozi di quartiere e che contribuirà alla perdita di posti di lavoro qualificati - ha concluso Torluccio - Ci auguriamo ci siano dei ripensamenti sulle scelte.

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