Bacciga e il presunto saluto romano: «Non sono stato rinviato a giudizio»

Il consigliere comunale ha precisato alcuni passaggi dell'ultima udienza del caso che lo vede accusato di manifestazione fascista. La richiesta per accedere al rito abbreviato è stata solo preannunciata

Andrea Bacciga (Foto di repertorio)

«Nessun rinvio a giudizio!». Questo il titolo della conferenza stampa convocata oggi, 30 maggio, dal consigliere comunale di Verona Andrea Bacciga. Insieme a Bacciga, era presente anche il legale Roberto Bussinello che lo difende nella diatriba giudiziaria con il movimento femminista Non Una Di Meno.

Lo scontro era nato lo scorso luglio, in occasione di un consiglio comunale in cui Bacciga avrebbe rivolto un saluto romano alle attiviste di Non Una Di Meno. Il movimento ha ritenuto il gesto del consigliere una chiara manifestazione fascista e per questo Bacciga è stato messo sotto inchiesta.
Caduta l'ipotesi del giudizio immediato, ieri si è svolta l'udienza in cui tre attiviste di Non Una Di Meno e le associazioni Aned e Anpi sono state ammesse come parti civili ed è stata fissata una nuova udienza per il prossimo 11 dicembre. Tecnicamente, dunque, non c'è stato nessun rinvio a giudizio, come ribadito oggi in conferenza stampa da Bacciga, il quale ha anche sottolineato la giusta e sacrosanta presunzione di innocenza. E quindi, il consigliere comunale di Battiti per Verona è soltanto accusato di manifestazione fascista e il suo saluto romano è presunto fino a prova contraria.
Il fatto che sia stato ritenuto che Bacciga fosse stato rinviato a giudizio è nato da una sua richiesta, finora solo preannunciata, di rito abbreviato. Una richiesta che però potrebbe essere avanzata soltanto nella prossima udienza di dicembre. 

Ma al di là dell'aspetto tecnico - ha commentato il movimento Non Una Di Meno dopo la conferenza stampa di Bacciga - la richiesta anticipata di rito abbreviato contiene implicitamente la richiesta di essere giudicato nel merito, allo stato degli atti processuali.

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