"Furbetti" delle case popolari: affitti agevolati, ma con conti correnti ricolmi

In un caso tra i più eclatanti, un inquilino occuperebbe la casa pagando meno di 250 euro al mese di affitto, ma sul suo conto corrente avrebbe addirittura oltre un milione di euro

Case Ater a Verona - immagine Facebook Ater Verona

La casa Ater in affitto a 248 euro al mese, ma con un conto in banca che sarebbe di oltre un milione, o ancora l'inquilino che pagherebbe 10 euro al mese in 75 metri quadri, ma poi risulterebbe possessore di immobili per quasi 170mila euro. Sarebbero questi alcuni dei casi limite dei cosiddetti "furbetti" delle case popolari in Veneto ed anche a Verona. La notizia è stata divulgata dal quotdiano Il Gazzettino e poi ripresa anche dall'Ansa, ed i dati emergerebbero dalle verifiche svolte dall'Ater sulle dichiarazioni Isee degli assegnatari dei 41mila alloggi in Veneto, a seguito dell'entrata in vigore della nuova, e peraltro già contestata, legge sull'edilizia popolare.

La Regione Veneto, oltre ad aver rivisto i canoni, portando il minimo da 10 a 40 euro, ha introdotto anche l'Isee che fissa a 20mila euro la soglia per abitare in una casa pubblica. Novità che ha suscitato le proteste dei sindacati inquilini e del Pd, perchè nel calcolo possono finire anche i Tfr o piccoli risparmi di una vita, e comunque mettono in difficoltà le fasce più deboli. La Regione ha poi annunciato correttivi, con nuclei di valutazione che dovranno salvaguardare le situazioni di anziani, disabili e genitori soli con figli.

Circa i casi più eclatanti, invece, emersi anche nella città scaligera, il vicepresidente dell'Ater di Verona Giovanni Pesenato ha spiegato in un'intervista al quotidiano L'Arena che la nuova legge è in vigore soltanto dal 1° luglio, mentre prima «si applicava una normativa datata che guardava principalmente al patrimonio immobiliare, certificato dal catasto. Quindi il numero di case di proprietà era il termometro saliente», mentre la dichiarazione dei redditi avrebbe avuto «un peso ridotto» e in alcuni casi nemmeno sarebbe stata presentata. Ora, invece, diventerà «un criterio fondamentale» per ottenere un alloggio dell'Ater.

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