Il caldo estivo "minaccia" medicinali e non solo: i consigli di Federfarma

Una corretta conservazione è indispensabile perché il farmaco mantenga le rispettive proprietà e non crei problemi all'utente: "Non si deve assolutamente sottovalutare il pericolo di alterazione"

La corretta conservazione dei farmaci sempre, ma soprattutto in estate, è una pratica necessaria e anche salvavita perché quando il principio attivo alterato dalle alte temperature non è più efficace, come se non lo avessimo assunto. Le regole base sono quelle che consiglia Ferderfarma, ovvero di non lasciare mai qualsiasi farmaco all’interno dell’auto parcheggiata o nel bauletto della moto, ma appena ritirati dalla farmacia vanno portati nel minor tempo possibile a casa seguendo le istruzioni del farmacista soprattutto in presenza di farmaci termolabili, che si alterano facilmente al variare della temperatura. Se si tratta di questo tipo di prodotto sia farmaco che dispositivo medico non va mai lasciato nemmeno per poche decine di minuti al caldo dell’abitacolo a meno che non si disponga di un contenitore refrigerato. In estate è utile fare un check dei farmaci che si tengono abitualmente a casa compresi gli integratori alimentari e i prodotti per uso topico notando eventuali alterazioni dell’aspetto, colore, odore, consistenza, omogeneità. In particolare creme e unguenti con il caldo tendono a cambiare il loro stato e quindi oltre a macchiare stoffe e indumenti, se tenuti in luogo non protetto potrebbero subire trasformazioni tali per cui, nonostante il ripristino della temperatura idonea, il farmaco potrebbe risultare alterato anche nella sua forma farmaceutica. Particolare attenzione va dedicata ai colliri che spesso risultano tanto utili d’estate, ma non vanno utilizzati per periodi prolungati se li portiamo con noi, ad esempio nelle borse da spiaggia. Il consiglio è quindi di eliminare la confezione al termine della vacanza così come le protezioni solari che per la loro inevitabile esposizione a temperature alte rischiano di vedere alterato nel tempo il fattore protettivo. Per queste creme, al momento dell’acquisto, andranno fatte quindi valutazioni sia relative alla personalizzazione del fattore di protezione, sia alla fotostabilità del filtro in esse contenuto. Un valido suggerimento, per la nostra salute e per la qualità della conservazione del filtro protettivo, è quello di applicare il prodotto sulla pelle prima di recarsi in spiaggia.
Nei medicinali purtroppo le trasformazioni possono essere non evidenti e riguardano il principio attivo del farmaco. Seguire le corrette regole di conservazione significa fare prevenzione a partire dal momento in cui il medicinale esce dalla farmacia, considerando che tutti i farmaci non dovrebbero essere comunque tenuti a temperature superiori ai 25° C. Un consiglio pratico può essere quello di riporre i farmaci dell’armadietto di casa, soprattutto nelle giornate particolarmente torride, in una borsa termica che li ripari in parte dalle altre temperature domestiche e riporla nella stanza più fresca e meno umida della casa, ma non in frigorifero.

In vacanza le regole da seguire sono ancora più restrittive: un momento molto critico riguarda in particolare il viaggio. È sempre preferibile tenere il farmaco nell’abitacolo dell’automobile e non nel bagagliaio o nelle valigie esterne posizionate nei box sul tetto dell’auto che si surriscaldano ai raggi del sole. Se si viaggia in moto è utile mettere i farmaci quanto più all’interno delle sacche o degli zaini perché risultino più isolati dal caldo e a questo proposito è utile lasciarli sempre nelle proprie confezioni e non riporli nei porta-pillole. Tutelare i farmaci dal caldo non basta perché essi temono anche luce diretta ed umidità, condizioni che si verificano quando si affrontano lunghe giornate in spiaggia, ma anche passeggiate o giri in bicicletta in campagna, montagna e nelle città d’arte. In aereo si devono portare sempre i medicinali nel bagaglio a mano insieme alle ricette di prescrizione che posso essere richieste dal personale in servizio. Esistono farmaci che necessitano di particolari attenzioni nella conservazione e in questi casi è doveroso leggere attentamente il foglietto illustrativo, chiedere specifico consiglio al farmacista e prevedere quanto necessario al loro trasporto prima di intraprendere il viaggio. Ne sono un tipico esempio i farmaci utilizzati dai pazienti diabetici.

Non si deve assolutamente sottovalutare il pericolo di alterazione dei farmaci – spiega Marco Bacchini, presidente Federfarma Verona – come spesso accade nella frenesia delle vacanze. Per quanto riguarda i viaggi 2 segnalo che esistono specifici contenitori per medicinali che tendono a non surriscaldarsi e in generale ad isolare le dosi quotidiane e sono anche molto utili in viaggio quando si tende, sbagliando, a stoccare tutto insieme per praticità. Alcune categorie come i farmaci che contengono ormoni (ad esempio per la tiroide o i contraccettivi) sono particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura, vedi anche i test diagnostici. Se non sussistono problemi legati alla deglutizione, molto tipici negli anziani, quando ci si trova fuori casa si dovrebbe optare per le forme solide che sono più “resistenti” alle variazioni climatiche.

Antistaminici, alcuni antibiotici, sulfamidici, contraccettivi orali e antinfiammatori non steroidei (FANS), ma anche cerotti o gel a base di ketoprofene e prodotti che attenuano il fastidio delle punture di insetto a base di prometazina non devono essere assunti se si vuole prendere il sole poiché fotosensibilizzanti. Infine - conclude Bacchini - un consiglio che riguarda la continuità della terapia e la necessità di portare con sé eventuali ricette redatte dal medico: le ricette elettroniche hanno validità nazionale e quindi possono essere presentate in qualsiasi farmacia italiana.

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