Vedova lamenta il trattamento alla salma del marito, la risposta dell'Aoui

La donna aveva denunciato pubblicamente l'accaduto, ma l'azienda ospedaliera veronese replica: «Non risulta pervenuta nessuna richiesta scritta di spiegazioni, solo una telefonata»

L'ospedale di Borgo Trento (Foto di repertorio)

Nessuna segnalazione e nessuna lamentela giunta nel giorno del funerale e nessuna richiesta di spiegazioni giunta per iscritto, solo una telefonata. L'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Aoui) risponde alla denuncia pubblica fatta dalla vedova di Marco Mazzi, uomo deceduto domenica 25 novembre nell'ospedale di Borgo Trento in seguito ad un malore.

La donna ha dichiarato che per due giorni non le sarebbe stato possibile vedere la salma del marito, di cui aveva dato il consenso alla donazione degli organi. Il corpo dell'uomo sarebbe stato reso ai familiari poco prima del funerale e in pessime condizioni, secondo quanto riferito dalla donna di Lugagnano di Sona

L'Aoui ha confermato che il decesso di Marco Mazzi è avvenuto il 25 novembre scorso e che la salma è stata portata nella Cella Salme dell'ospedale «per periodo di osservazione previsto dalla norma», ha fatto sapere l'azienda ospedaliera.

Il 27 novembre - scrive ancora l'Aoui, nella sua ricostruzione dei fatti - la salma è stata preparata da due operatori della Cella che riferiscono di non aver avuto problemi alla vestizione e non hanno rilevato nello stato della salma condizioni che dovessero controindicarne l'esposizione. Nella nostra esperienza, infatti, può anche accadere che le salme, nel periodo post mortem, subiscano modifiche così evidenti da sconsigliare ai parenti l'esposizione. Tali alterazioni possono essere conseguenza anche dei trattamenti intensivi che il paziente può aver ricevuto durante il periodo antecedente la morte e possono anche sorprendere negativamente i familiari stessi.

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L'Aoui di Verona ha poi confermato che nel giorno del funerale di Marco Mazzi «non sono state avanzate segnalazioni o lamentele particolari sullo stato della salma né da parte della ditta di onoranze incaricata del funerale, né da parte dei familiari». L'unica lamentela sarebbe arrivata solamente venerdì 30 novembre, una telefonata alle Celle mortuarie di Borgo Trento da parte di una donna che ha dichiarato di essere la moglie di Marco Mazzi e «che lamentava lo stato in cui, a suo dire, sarebbe stata esposta la salma del marito».
Durante la telefonata, alla donna sarebbe stato consigliato di segnalare tutto per iscritto, ma alla stessa Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona «non risulta pervenuta nessuna richiesta scritta di spiegazioni».

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