Appello alla Prefettura: «Chiudete il centro di accoglienza di Vaccamozzi»

A lanciarlo è stato l'Osservatorio Migranti Verona ed è stato subito raccolto da un numero crescente di associazioni che protesteranno in piazza dei Signori. Il centro della località di Erbezzo è ritenuto troppo isolato

La fuga di alcuni migranti ospitati nel Cas di Vaccamozzi (Foto di repertorio)

«Nell'isolamento, nessuna accoglienza. Chiudiamo il Cas di Vaccamozzi».

È questo l'appello che venerdì scorso, 7 giugno, è stato rivolto al prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna. È lo stesso appello che venerdì prossimo, 14 giugno, sarà ripetuto in un presidio in piazza dei Signori e che lunedì 17 giugno sarà inoltrato anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il messaggio è stato mandato dall'Osservatorio Migranti Verona ed è stato sottoscritto da un numero crescente di associazioni che chiedono la chiusura del centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Vaccamozzi, una località a cinque chilometri da Erbezzo, in cui sono stati collocati 35 ragazzi che hanno fatto richiesta di protezione internazionale.
Il Cas era stato ricavato in un vecchio centro di telecomunicazioni a servizio del comando di Verona della Nato, dismesso nel 2016, e fin da subito furono denunciate le criticità di questa sistemazione, ritenuta eccessivamente isolata.

«La cooperativa che si aggiudicò l'appalto aveva offerto anche un servizio navetta che garantiva giornalmente il collegamento con la città - spiega l'Osservatorio Migranti Verona - Malgrado tale accorgimento l'isolamento del Cas è sempre rimasta la sua caratteristica principale. Per qualche giorno nei mesi invernali il centro è addirittura irraggiungibile. Ad aggravare la situazione è proprio la mancanza di una rotazione delle presenze, per far sì che la permanenza in un luogo tanto disagiato fosse almeno breve e temporanea. Alcuni ospiti sono giunti direttamente dal trasferimento dopo lo sbarco. Molti ragazzi sono in quel centro dalla sua apertura, 19 mesi fa. E non è un caso che il Cas di Vaccamozzi sia quello che ha il più alto numero di allontanamenti volontari da parte dei richiedenti asilo ospitati, proprio per l'impossibilità di viverci in modo dignitoso». E, infatti, nel novembre 2017, alcuni ospiti del Cas di Erbezzo scapparono nella notte, cercando di dirigersi verso Milano. E nel luglio dell'anno scorso, il decesso per un malore di un richiedente asilo, Eso Mathew, scatenò una protesta.

Ora i nuovi bandi, stipulati sulle nuove indicazioni ministeriali, prevedono che ad una consistente riduzione del riconoscimento economico corrisponda una drastica riduzione dei servizi forniti ai richiedenti asilo ospitati nei centri -ha aggiuto l'Osservatorio Migranti Verona - E la chiusura dei Cas dislocati in territori montani isolati e lontani sembrava far presagire una linea ben precisa. Ma dal 1 maggio, a bandi non ancora assegnati, la Prefettura ha ricontrattato con i singoli gestori dei Cas l'accordo di gestione, introducendo fin da subito le regole del nuovo bando. Da un giorno all'altro anche ad Erbezzo la presenza degli operatori e la fornitura di servizi, primo tra tutti quello del trasporto, hanno subito una drastica riduzione. La gestione del Cas di Vaccamozzi non era più accettabile con le disposizioni pre-decreto sicurezza, figuriamoci ora. La sua riproposizione rappresenta a tutti gli effetti una lesione dei diritti fondamentali della persona sanciti dalla Costituzione e dalle dichiarazioni internazionali. Una situazione che si è già trascinata per troppo tempo. Le preoccupazioni della Prefettura di tenere aperte alcune strutture demaniali per necessità future di posti letto in caso di emergenza sbarchi non possono in alcun modo giustificare la permanenza di un Cas come quello di Vaccamozzi. Per questo ne chiediamo la chiusura immediata e analogamente chiediamo che sia annullato l'analogo bando per l'ex caserma Nato di Sant'Anna d'Alfaedo.

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