Amia può utilizzare l'impianto di Torretta e chiesto rimborso per Eco Tirana

La Regione Veneto ha inoltre prorogato fino al 30 settembre il conferimento dei rifiuti urbani prodotti nell'ambito dei Consigli di Bacino "Verona Nord" e "Verona Città" nella discarica padovana di Sant'Urbano

Bruno Tacchella

Sarà ancora una discarica padovana a prendersi i rifiuti veronesi. La Regione Veneto ha prorogato fino al 30 settembre il conferimento dei rifiuti urbani prodotti nell'ambito territoriale dei Consigli di Bacino "Verona Nord" e "Verona Città" nella discarica del Comune di Sant'Urbano. La decisione dell'ente regionale ha accolto la richiesta dei Consigli di Bacino, i quali temevano possibili problematiche igienico-sanitarie conseguenti ad una mancata gestione dei rifiuti urbani prodotti nel proprio territorio. La necessità nasce da una situazione di emergenza che rigurda buona parte del territorio provinciale di Verona, emergenza legata alla limitata capacità di smaltimento del rifiuto urbano nella discarica provinciale di riferimento e della scarsa disponibilità di trattamento degli impianti di incenerimento presenti sul territorio regionale ed extraregionale.
Sempre in tema di discariche, è stata prorogata fino al 2029 la concessione ad Amia di continuare a smaltire i rifiuti cittadini nella struttura legnaghese di Torretta. E il presidente Bruno Tacchella è intervenuto per commentare queste novità e per fare chiarezza anche su altri temi, dall'operazione in Albania fino al provvedimento che è stato ribattezzato «Salva Amia».

La possibilità di continuare a conferire rifiuti urbani ingombranti nella discarica di Sant'Urbano rappresenta un'ottima notizia, sia dal punto di vista ambientale, sia sotto quello gestionale-economico - ha detto Tacchella - L'operazione ci consentirà di risparmiare circa 150mila euro in tre mesi.
Continueremo contestualmente ad utilizzare fino al 2029 l'impianto di Torretta ed anche in questo caso la scelta si rivela particolarmente vantaggiosa sotto il punto di vista economico, consentendo un notevole risparmio rispetto a soluzioni di tipo extraregionale.
Si è tanto parlato di Albania, di costi relativi a tale operazione, che è bene ricordare non è stata decisa dall’attuale governance, e di possibili iniziative anche di carattere istituzionale e amministrativo. È stato proprio l'attuale cda di Amia a richiedere documentazioni dettagliate e chiarimenti su spese ed attività sostenute dalla società Eco Tirana (di proprietà al 51% del Comune di Tirana e al 49% di Agsm Albania), che nel solo 2018 ha sostenuto spese per le sue attività di circa 180mila euro. Spese ingiustamente sostenute da Amia e per tale motivo, in accordo con tutti i consiglieri di amministrazione della società, abbiamo già provveduto ad inviare alle società albanesi il rimborso di tali spese. Amia non pagherà più e non intende mai più fasi carico di costi relativi alle attività in terra albanese e valuterà, una volta ottenuta tutta la documentazione, se proseguire questa "avventura", con luci ed ombre, fuori confine. Proprio per questo motivo, in funzione di una maggiore chiarezza possibile e di un maggiore controllo sull'operazione-Albania, l'attuale cda di Amia ha richiesto formalmente che all'interno del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione di Eco Tirana sia presente un suo rappresentante.
Infine,la ventilata ipotesi del passaggio ad Agsm di una ventina di nostri dipendenti è naufragata. Grazie alla collaborazione ed alla sinergia tra i componenti del cda, in poco meno di un anno siamo riusciti con i fatti e non a parole a far sì che la situazione generale dell'azienda non precipitasse, tutelando la solidità della società e la sicurezza e la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro. Sono numerose le iniziative messe in atto in pochi mesi che hanno portato risparmi per centinaia di migliaia di euro. Iniziative che consentiranno il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2019 e che saranno illustrate in occasione della presentazione del bilancio 2018.

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