Il "grazie" degli alpini ai carabinieri, ricordando Mario Cerciello Rega

Domenica, alla Conca dei Parpari, si è tenuta la Festa del Tricolore, con l'Ana di Verona che si è stretta attorno all’Arma e all’Associazione carabinieri in congedo

Uno dei momenti della cerimonia che si è tenuta alla Conca dei Parpari

Un dolore vivo, una commozione forte, un “grazie” dal profondo del cuore. Alla Festa del Tricolore di domenica a Conca dei Parpari, in Lessinia, le Penne Nere veronesi si sono strette attorno all’Arma e all’Associazione carabinieri in congedo, toccata dall’uccisione del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Pur organizzato da tempo, il tradizionale pellegrinaggio al monumento dei caduti e la cerimonia di deposizione delle corone di alloro si è tenuto a poco più di 24 ore dall’accoltellamento a morte del militare. E il pensiero degli alpini è andato prima di tutto al carabiniere ucciso e a questo fatto di sangue che ha scosso l’opinione pubblica.

«I caduti delle forze dell’ordine sono i nostri caduti e Mario Cerciello, purtroppo, è caduto sul lavoro per difendere le Istituzioni e per difendere la nostra società. È con grande commozione che lo ricordiamo quest’oggi e insieme a lui tutti i caduti delle forze dell’ordine: sempre in trincea a difendere la nostra Italia, a tutela di questa società che talvolta sembra impazzita», è intervenuto il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

La giornata che vede l’ANA Verona stringersi all’Arma dei carabinieri, in ricordo dei caduti non solo in guerra ma anche nelle missioni di pace, è giunta quest’anno alla 36° edizione. «Da tempo, l’incontro davanti al monumento in pietra, è un importante momento d’incontro con i carabinieri in armi e con l’associazione in congedo - spiega Luciano Bertagnoli, presidente dell’ANA Verona -. La vicinanza che noi alpini abbiamo con i carabinieri è fortissima. Ci lega uno spirito di collaborazione e di forte rispetto per l’impegno di questi uomini sempre: un impegno costante, spesso non riconosciuto, per il quale li ringraziamo», ha poi aggiunto.

Nonostante il tempo avverso, la manifestazione, organizzata dall’ANA Verona insieme ai gruppi di Roverè Veronese, San Rocco, San Vitale e San Francesco ha preso il via alle 10 con l’Ammassamento nel piazzale davanti alla chiesetta, vicino al grande Crocifisso in legno e la sfilata fino al Monumento ai caduti insieme all’Associazione Nazionale Carabinieri di Verona per la commemorazione ai Caduti e la deposizione della corona di alloro. La cerimonia è stata animata dal Corpo Bandistico di Illasi e dalla “Schola Cantorum con il Coro La Stele” di Roverè. A seguire, la messa è stata celebrata dal cappellano sezionale don Rino Massella all’interno della tensostruttura allestita anche per accogliere i commensali del Rancio Alpino. Nel pomeriggio, spazio allo sport con la Corsa podistica non competitiva organizzata dallo Sci Club Roverè, in collaborazione con l’Avis e i Gruppi alpini del Comune.

Si è concluso così un luglio molto intenso per le Penne Nere dell’ANA Verona che nelle scorse settimane hanno fatto tappa sul Baldo, alla chiesetta di Costabella, sull’altopiano di Asiago per il pellegrinaggio sull’Ortigara e in Lessinia, a Passo Fittanze, all’ombra del monumento ai caduti di tutte le guerre.

La tappa di domenica in Lessinia orientale ha chiuso la serie di pellegrinaggi ma senza lasciare spazio alla pausa estiva. La sezione veronese dell’ANA rimane infatti al lavoro con l’obiettivo prioritario di far proseguire l’iter per i lavori di sistemazione della chiesetta di Costabella, danneggiata dalla tempesta che l’ha quasi rasa al suolo lo scorso novembre. Il progetto è ormai pronto e, a breve, probabilmente già nelle prossime settimane, sarà presentato agli enti del Parco e al Comune di Brenzone. Concluso l’iter amministrativo e burocratico, con i volontari e un’impresa specializzata in lavori ad alta quota, inizierà la ricostruzione.

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