Agsm, Padovani difende Croce: «Su di lui sono state dette cose ingiuste»

Il capogruppo di Verona Pulita difende il presidente della partecipata veronese, dalle critiche dei giorni scorsi: «Rimango per l'ennesima volta basito dalle affermazioni di alcuni consiglieri di minoranza, amplificate anche dai social»

Il presidente di Agsm, Michele Croce

Rimango per l'ennesima volta basito dalle affermazioni di alcuni consiglieri di minoranza, amplificate anche dai social. 

A dirlo è il capogruppo di Verona Pulita, Gianmarco Padovani, che ha preso le difese del presidente Agsm, destinatario nei giorni scorsi delle critiche della minoranza in Consiglio comunale. 

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Ancora una volta si è perso un appuntamento, quello con la serietà. Nei confronti del presidente Agsm Michele Croce sono state dette cose ingiuste. Non è vero che sia irreperibile o che sia stato tradotto a forza in seconda commissione. La verità è che è stato convocato per la prima volta il 19 dicembre e quel giorno puntuale è arrivato. Quanto alla mancanza di trasparenza, mi è bastata una telefonata per verificare che non compete al presidente del cda decidere se e quando e quali documenti societari siano condivisibili con i consiglieri; piuttosto, come era intuibile, è l'unità legale che confronta le richieste con le norme di legge e le valuta volta per volta. Come si fa a parlare di mancata trasparenza con un presidente che, invece, ha disposto la procedura telematica di ogni appalto e che ha voluto l'accurata stesura di un report di sostenibilità di ottimo livello?
Si conclude che le dichiarazioni sono solo il desiderio gratuito di polemizzare e svilire persone e fatti concreti, travisando la realtà a discapito della buona informazione.
Dimenticavo, alcuni di questi consiglieri poi non hanno neppure votato in commissione perché sono usciti prima, dimostrando quindi di non essere interessati all'esercizio della democrazia attraverso l'espressione di un voto, bensì di preferire la polemica che travisa i fatti.

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