Investire in diamanti, Adiconsum Verona in aiuto dei risparmiatori ingannati

L'associazione dei consumatori organizza nuovi incontri in cui informerà gli interessati sugli sviluppi di una vicenda finita quasi un anno fa nel mirino dell'Antitrust

Dopo la grande partecipazione avuta all'incontro dello scorso maggio, continuano gli appuntamenti organizzati da Adiconsum Verona sulla vicenda dei diamanti, acquistati da molti cittadini anche veronesi come forma di investimento. Caso su cui l'Antitrust è intervenuta con una pesante multa nell'ottobre del 2017.

Ad essere state sanzionate dall'autorità garante del mercato, ha spiegato Adiconsum, furono due società venditrici di diamanti, Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment, e quattro banche che hanno venduto diamanti a prezzi ben differenti dal valore reale. Sono state infatti ritenute ingannevoli le modalità di vendita dei diamanti, indicati come un investimento sicuro. Quindi i clienti non sarebbero stati informati correttamente sui rischi reali e sull'impossibilità di rivendere i preziosi acquistati.

Quello dei diamanti - ha dichiarato Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum Verona - doveva essere un investimento sicuro proprio perché faceva leva su un bene rifugio il cui valore, secondo le rassicurazioni ricevute, non poteva che crescere. Noi chiediamo al Banco Bpm, con cui sono in corso trattative, di farsi carico delle istanze dei cittadini, auspicando che a breve si possa arrivare ad una definizione positiva della vertenza.

Le novità e gli aggiornamenti sulla questione dei diamanti da investimento saranno fornite dall'associazione dei consumatori nei tre prossimi incontri in programma: mercoledì 20 giugno alle 18.30 a Verona nella sala conferenze Erminio Lucchi di piazzale Olimpia; lunedì 25 giugno alle ore 18 a Legnago nella sala civica comunale via Giacomo Matteotti; martedì 26 giugno alle 18 a San Bonifacio nella sala civica Berto Barbarani in via Marconi. Cecchinato e i legali di Adiconsum Verona informeranno i cittadini sulle forme di tutela che si possono mettere in campo e illustreranno le azioni intraprese dall'associazione in fase di trattativa con gli istituti di credito coinvolti. I consumatori che si sono rivolti all’associazione sono oltre 200, con un controvalore complessivo di quasi 6 milioni di euro. In gran parte si tratta di posizioni aperte con il Banco Bpm con il quale ci sarà a breve un incontro ai massimi livelli istituzionali per tentare di trovare un accordo conciliativo.

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